Sull’Oslo di una crisi di nervi

23/07/11

Attentati In Norvegia, 91 morti. Dimezzata la popolazione.

Un’autobomba è esplosa nel centro di Oslo, vicino al palazzo che ospita gli uffici del primo ministro e dalla redazione di un quotidiano. In Italia non avrebbe fatto vittime.

Il venerdì nero della capitale norvegese è iniziato alle 15,26, nell’orario in cui nel nostro paese, si entra a lavoro.

(Certo, che cattivo gusto, chiamarlo “Venerdì nero”: mica gli sarà crollata la borsa)

9 vittime nel centro di Oslo. Ma chi se ne frega, non fanno parte dell’UE!

Un uomo ha scaricato raffiche di mitra su dei ragazzi del partito laburista, radunati per un campo estivo. “Ed ora la squadra delle coccinelle!”

Il pazzo ha ucciso decine e decine di ragazzi radunati per un campo estivo, con un mitra. Sempre a scimmiottare gli americani.

Il premier Stoltenberg: «Ci sarà tempo per parlarne, ma non ora. E poi chi l’ha fatta entrare????»

L’attentatore è un trentaduenne integralista cristiano. Dubbi sull’esistenza di un complice. E su quella del mandante

Anders Breivik: “Il mio è stato un atto atroce, ma necessario. Mia moglie non la sopportavo proprio più.”

Secondo il suo legale “Breivik voleva cambiare la società”. Altro che raccolta di firme.

Breivik: “Sono come Hitler”. Nessun commento da parte del Vaticano. Appunto.

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