In Linea Col Rapitore

“Pronto?”

“Si, pronto?”

“Parlo col signor Fanchione?”

“Si, sono io…”

“Mi stia a sentire: abbiamo rapito suo figlio!”

“O mio Dio, ecco perchè non è tornato a casa stanotte ma-”

“Stia calmo, e mi ascolti.”

“Si, ma non fategli del male.”

“Non lo faremo se lei farà quello che le dico. Voglio che lei mi porti 10.000 € come riscatto e potrà rivedere suo figlio”

“Si, si va bene, l’importante è che lo liberiate.”

“Bene, ci porti i soldi in una valigetta, a via delle idrovore 43, all’angolo con la farmacia. Fra 4 ore”

“Va bene va bene, mi dia il tempo di prendere i soldi.”

Non provi a chiamare la polizia, mi raccomando, altrimenti suo figlio fa una brutta fine. E vogliamo anche un elicottero.”

“No prometto che non chiamer- Come scusi?”

“Cosa?”

“…volete un elicottero?”

“Si, ha 4 ore.”

“..si, vabbè…ma come faccio a trovarle un elicottero? Io sono un impiegato del catasto eh?”

“Non mi interessa, le ho detto di portarci un elicottero!”

“…si ho capito…ma poi che cazzo ci fa con un elicottero? mica è chiuso dentro un palazzo e deve scappare.”

“Che ne so…nei film dicono sempre così…”

“Come nei film dicono sempre così, scusi? Qui si parla della vita di mio figlio, e lei non si prepara neanche il discorso da fare al telefono? mi sembra poco professionale, tutto qui…”

“Ora mi deve anche insegnare a fare il mio lavoro? Guardi che io ci campo con questo mestiere, quindi si limiti a fare quello che le ho chiesto.!”

“Si ok…mi dica la verità, lei non fa spessissimo queste telefonate vero…?”

“Si faccia gli affari suoi, cosa le interessa?”

“Curiosità, tutto qui…”

“Oh e va bene, di solito io sono quello che rapisce, le telefonate le fa il mio collega ma oggi proprio non poteva, è in malattia.”

“O mamma, e che cos’ha?”

“Eh lasci stare, ha la pertosse…non ha per nulla voce.”

“Eh ma è stagione…bisogna stare attenti.”

“Ma guardi non me ne parli. Io dico: già non fai fatica a fare il rapimento, te ne stai bello qui alla base davanti al pc. Ma almeno una sciarpa te la vuoi mettere? ma le pare normale?”

“No in effetti. È stato un pò irresponsabile. Tralaltro…insomma, non volevo dirglielo…ma doveva mettere un panno davanti alla cornetta per cammuffare la voce…”

“Cazzo lo sapevo che mi scordavo qualcosa! La prego non dica nulla al mio collega, lui è molto esigente.”

“Si figuri, sarò muto come un pesce.”

“Lui poi è bravissimo a cammuffare la voce. Pensi che la settimana scorsa ha chiesto un riscatto con la voce di Beppe Grillo.”

“Accipicchia, dev’essere proprio bravo. Poi io adoro Beppe Grillo!”

“Si? guardi anche a me piaceva, ma da qualche tempo è diventato un pò troppo politicizzato…”

“Eh lo so, ma guardi, dice cose intelligenti, sull’energia, sul parlamento pulito, sui giovani in politica. Anzi guardi, ho due biglietti per un suo spettacolo il mese prossimo, dovevo andare con mia moglie, ma se le interessa…”

“Che giorno?”

“Il 12.”

“Azzo mi spiace…ma sono fuori per lavoro. Sa, qualcuno deve guadagnare un pò di soldi…mia moglie sta a casa coi pupi…la prossima volta però mi faccio trovare libero.”

“Peccato peccato…massì non si preoccupi. A proposito di pupi, si diceva di mio figlio…”

“Ah già.”

“Guardi, lei mi sembra una persona ragionevole. Le parlerò chiaro: io non credo di avere 10.000 € da darle…”

“E lo so…ma guardi mi è stato lasciato un compito.”

“Guardi, facciamo così, facciamo che le offro una cena ed amici come prima, ok?”

“Mi piacerebbe davvero, ma poi il mio collega potrebbe-“

“Ma portiamo anche lui su, la passo a prendere con la macchina. La porto a mangiare il pesce.”

“Io sono allegrico al pesce.”

“E allora una bella grigliata di carne e non se ne parli più, via.”

“Va bene mi ha convinto. Anche perchè, se devo dirgliela tutta, suo figlio è davvero un gran rompicoglioni. Mi ha chiesto 3 volte di fare la foto assieme.”

“Non me ne parli…con stò Facebook, questi giovani d’oggi…vabbè la via la so, la passo a prendere per le 20.30?”

“Si va bene, mi devo vestire in qualche modo particolare?”

“Mannò il posto è molto casual non si preoccupi. Allora a fra poco.”

“Va bene. Senta un’ultima domanda: ma come prima telefonata, come sono andato?”

“Meglio di quanto crede, le dirò. Deve fare un pò di pratica, ma di certo al suo collega la cena non l’avrei offerta.”

“La ringrazio, ecco glielo dica stasera, che sennò mi tiene il muso per una settimana. Ci metta una buona parola.”

“Ci penso io, non si preoccupi. Allora a fra poco, come la riconosco?”

“Sarò quello che tiene suo figlio imbavagliato.”

“Perfetto. Pensavo a qualcosa di più informale…tipo una sciarpa rossa…ma faccia lei. A dopo, la ringrazio.”

“A dopo.”

‘Clunk’

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