Che bel mestiere

Mi piace andare dal barbiere.

Ogni due mesi, i miei capelli diventano troppo lunghi per essere pettinati la mattina, semplicemente immergendo la mia testa sotto il getto del rubinetto, e alzandoli, aspettando che si asciughino.
Il secondo segnale che io debba andare ad accorciarli è rappresentato da mia madre. Dopo un pò di tempo, lei passa un pranzo o una cena non concentrata sulla Tv o sui nostri discorsi, ma semplicemente sullo scrutare la mia testa. Per tutto il tempo.

Esasperato perchè non riesco a godermi le mie scaloppine con la panna, mi giro e le chiedo: “Mà!! Che c’è???”
Lei ritorna con la faccia del piatto e mi risponde: “Niente”.
Ma mentre guarda il suo cibo, ci soffia sopra per raffeddarlo, trascinando la M iniziale dice: “Mmmmmmmmi sembra solo che è ora che ti tagli i capelli”
“Va bene, mamma, Cristo, basta che mi fai mangiare.”

E così, prendo il mio iPod, scelgo la maglietta più schifosa che ho, e vado a tagliarmi i capelli. La maglietta schifosa, è un rimedio a quei pelucchi che ti finiscono nel collo. Mi chiedo, ma a che serve la tovaglietta, se passano lo stesso??? E poi perchè i barbieri hanno i lavandini, se poi non ti ci puoi sciaquare??

Ma la cosa che mi piace di più, è il mio barbiere.

Vado da lui da circa 5 anni, anche dopo che ho cambiato casa. Ma è sempre piacevole fare conversazione con lui. Non so perchè a lui piaccia parlare di banalità o perchè sia lievemente arteriosclerotico.
Ogni volta mi siedo, dandogli del lei, visto che non so neanche il suo nome, e mi chiede:” Come li facciamo oggi?”-“Uguale agli ultimi 5 anni.” E lui sorride, mentre affila le forbici, dandomi un brivido lungo la schiena.

“Come va la scuola?”-“Faccio l’università, sono al terzo anno.”;
“Eh che materia hai preso?”
-“Facoltà….Scienze Politiche alla Sapienza.”;
“E sei in pari con gli esami?”
-“Non esattamente, ma si va avanti…”;
“Oddio quanti capelli bianchi…”
-“Si lo so, me lo dice ogni volta. C’è li ho da quando ho 15 anni.”

Capita anche a voi, mentre il barbiere vi taglia i capelli dietro le orecchie, o vi taglia le basette col rasoio, di pensare
“…..non lo farò…ma pensa che succede se mi muovo di scatto verso di lui…cazzo mi taglierebbe l’orecchio. Figlio di puttana. Ma io ti tengo d’occhio, vecchiaccio….O mamma, metti che starnutisce?? avrò un cazzo di buco sulla faccia. Ti prego non starnutire, ti prego non starnutire.”?

E dopo una ventina di minuti, mentre la mia mente ha vagato, da pensieri profondi, a chiedermi perchè mi bagna i capelli con uno spruzzino, se poi deve quasi svuotarlo, senza usare il rubinetto, mi sveglio, grazie al suo:

“Oh, ecc’ fàtt’. Guardì se va bèn.”

Io non ho più voglia, ed annuisco mentre lui prende lo specchietto per farmi vedere il retro del mio cranio.

Lui mi toglie la tovaglietta, mi chiede se metto gel, io gli rispondo di no, mentre penso che avrei dovuto tatuarmelo sulla nuca.
Mi metto la giacca, e provo, con discrezione a muovere la maglietta, lasciando il maggior numero di capelli lì, e non in casa mia.

Mi accingo a pagare, quasi soddisfatto, perchè il barbiere è una delle poche cose che pago coi miei soldi.
Lui si siede davanti al tavolini, vicino all’entrata e, avvicinandomi la ricevuta, mi dice:”Ecco a lei, 15 euro”.

“Ma la volta scorsa erano 14, e all’inizio 13. È già aumentato di nuovo?”
“E che ci vuole fare…”

Pago e me ne vado.
È per questo che odio andare dal barbiere.

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