About A Dolf

Sono sempre stato affascinato dalle menti distorte, da quelle malate, da quelle cattive. Mi sembra logico che non mi interessi capire i ragionamenti di Gandhi (Lo capisco da solo, che non devo picchiare gli altri, che dobbiamo volerci bene e che siamo tutti uguali, che due coglioni). Mi sembra molto più stimolante capire come ragionano i pazzi, i malati, i malvagi.

Ad esempio, Adolf Hitler. Cosa ha spinto l’uomo, che è riconosciuto dalla quasi totalità degli esseri umani come il male incarnato, a compiere le più orribili atrocità, cioè ad uccidere più di 6 milioni di ebrei ed a provocare la più devastante guerra che l’uomo ricordi?

Per questo mi sono informato ed, in una biblioteca, ed ho trovato un documento incredibile che descrive una giornata di Hitler, durante il periodo della seconda guerra mondiale, che allego di seguito:

——————–
Berlino, 9:30, Agosto 1939.

-Generale:“Führer! Führer, si svegli! Sono le 9:30! Si svegli, avanti!”

-Hitler:“Mmmmmmmmmmmh……”

-Generale:“Führer!Führer! La prego, non mi costringa a toglierle la coperta.”

-Hitler:“Che palle, Generale Weizmann, ma chi si crede di essere, mia madre?? Lo so che ore sono, cazzo!”

-Generale:“Mi premeva svegliarla, Führer. Oggi lei ha una giornata piena di impegni.”

-Hitler:“O Cristo…ma chi me lo ha fatto fare? Fanculo me, e mia madre che mi ha convinto a fare questo mestiere…cosa c’è da fare oggi?”

-Generale:“Dunque, oggi abbiamo alle 12:00 una riunione strategica per decidere le prossime mosse dell’esercito, alle 16:00 dobbiamo uccidere circa 7.000 ebrei, alle 17:00 altri 6.000 ed alle 19:30….credo le tocchi uccidere altri ebrei.”

-Hitler:“Madonna che due coglioni, Generale. Ma oggi niente squash?”

-Generale:“No, mio Führer, la settimana scorsa lei ha fatto uccidere il suo istruttore.”

-Hitler:“Oh cazzo, e perchè?”

-Generale:“Era ebreo, Führer.”

-Hitler:“Ah, già…e beh, per quale altro motivo altrimenti…vabbè, non ho intenzione di fare tutte queste cose, se non dopo il mio caffè. Dove cazzo è il mio caffè?”

-Generale:“Mio Führer, non c’è, lei ha fatto uccidere l’addetto alla macchina del caffè.”

-Hitler:“Pure lui? E perchè?”

-Generale:“Era ebreo anche lui, Führer.”

-Hitler:“Uffa, quanti cazzi. Senti avvertimi almeno sulle loro mansioni, la prossima volta che sto per dare un ordine del genere.”

-Generale:“Certo, mio Führer.”

-Hitler:“E portami un cazzo di caffè.”

-Generale: “Certo, mio Führer.”

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12:00

-Hitler:“Orbene, Generale Weizmann, mi illustri le proposte sulle strategie militari per i prossimi mesi.”

-Generale: “Avremmo intenzione di invadere la Polonia, Führer.”

-Hitler:“Ottima idea………..no aspettate, ma come mai invadiamo la Polonia?”

-Generale:” È un ottimo obiettivo strategico, Führer ed i più, è pieno di ebrei.”

-Hitler:“Mamma mia, sono dovunque questi eh…vabbè, esponga pure, Generale.”

-Generale:” Abbiamo 3 opzioni: la prima è ideata dal generale Halder, e comporta una rapida avanzata verso la capitale, lasciandosi alle spalle il grosso dello schieramento polacco, posto in massima parte a ridosso delle frontiere con la Germania e la Cecoslovacchia, lasciando il compito di accerchiare e distruggere il nemico alla fanteria.”

-Hitler:” Ottimo, le altre due quali sono?”

-Generale:“Beh…gli altri due sarebbero…lanciare dei paracadutisti armati solo di coltello, per un attacco silenzioso oppure un grosso cavallo di legno pieno di uomini dell’esercito.”

-Hitler:“……………………cosa cazzo sta dicendo, Generale? Che minchiate di idee sono queste? Chi è l’uomo che ha pensato a queste stronzate?”

-Generale:“Führer…sarebbe Edgar Cojiski.”

-Hitler:“E chi cazzo è? Chi c’è l’ha messo lì?”

-Generale:“Io, Führer…è mio cognato.”

-Hitler“Ahia, generale. Nepotismo? Brutta, brutta cosa…e poi…Cojiski…ma non sarà mica ebreo?”

-Generale:“….si, mio Führer.”

-Hitler:“Lo sapevo…e mi spiace, Weizmann, ma mi toccherà ucciderlo.”

-Generale:“No la prego, poi chi la sente mia sorella???”

-Hitler:“Le regole sono regole, generale…mi spiace. E mi saluti sua sorella. Gran donna.”

-Generale:“Non è giusto però….”

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16:00

Hitler ed il Generale Weizmann sono in piedi, impegnati a guardare l’uccisione in serie di un gruppo di ebrei. Il silenzio è rotto da una domanda:

-Generale: “Führer…scusi, mi ricorda perchè lo stiamo facendo?”

-Hitler:“Facendo cosa, Generale?”

-Generale:“…intendo, perchè uccidiamo gli ebrei, mio Führer?”

-Hitler:“Lo sa bene generale, perchè gli ebrei sono protagonisti di una cospirazione a livello mondiale. Inoltre sono i principali colpevoli delle maggiori crisi sociali, economiche e politiche. Non mi faccia essere banale, Weizmann.”

-Generale:“No, mio Führer, intendo il VERO motivo. Quello che riguarda la sua adolescenza.”

-Hitler:“Che cazzo, Weizmann, ti ho detto che non ne voglio parlare!”

Generale:“Voglio solo capire, mio Führer…non mi è mai sembrato un motivo totalmente valido. Per questo le ho chiesto di ricordarmelo.”

-Hitler:“……………per 4 anni……….per 4 fottuti anni mi ero preparato a quel torneo di Backgammon. Ero uno schifoso nano, gracilino, e volevo, almeno nell’ultimo anno di liceo, vincere uno dannato torneo. Mi sono informato sul club più scrauso, e quello di Backgammon era perfetto. Sai cosa vuol dire studiare per 4 anni, quel gioco di merda? Dalle sue origini in Mesopotamia, al suo sviluppo in Persia, fino ai trattati di 9000 pagine sulla logica Fuzzy? E quel lurido pezzo di merda mi battè in finale. Ma come cazzo si è permesso? Ma riuscii a scoprire da dove veniva. Era ebreo. E allora, decisi che era il caso di sterminare la sua razza. Come suggerisce la logica, no?”

-Generale:”Rimango della mia idea, Führer.”

-Hitler:“Ma non ci pensare, Generale, e goditi questa brezza. Oggi è una bellissima giornata.”

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22:00

-Generale:“Führer…posso farle una domanda?”

-Hitler:“Cazzo Weizmann, oggi sei pieno di dubbi. Sto per andare a letto. Questa domanda, me la devi fare proprio mentre bevo il mio latte caldo?”

-Generale:“La prego, dopo la lascio dormire.”

-Hitler:“Ma come faccio a dirti di no, se mi guardi con quegli occhioni? Vai, spara!”

-Generale:“Perchè fa tutto questo?”

-Hitler:“Ma è la stessa domanda di prima?”

-Generale:“No…intendo…perchè fa tutto questo? Perchè vuole uccidere persone, invadere paesi, provocare guerre…? Perchè sta agendo in modo così malvagio?”

-Hitler:“….Sai, Weizmann…me lo sono chiesto molte volte. C’è qualcosa che mi spinge, non ho mai capito relamente cosa fosse. Credo ci siano due risposte: o sono matto, e sto seguendo la via che credo giusta, che mi sembra retta, vista dal mio cervello malato. Oppure sono sano, e sto seguendo volontariamente la via che so essere sbagliata, ma lo faccio perchè voglio perseguire il caos, che poi è la via che più mi avvicina ai miei obiettivi…a pensarci bene, è un pò complicato rispondere alla tua domanda. Ma credo…che io faccia tutto quello che sto facendo, perchè,  semplicemente, è la mia natura. Se devo passare alla storia come un cattivo, allora consegnerò alla storia il più grande cattivo che lei conosca.”

-Generale:“Capisco, mio Führer…”

-Hitler:“Tu cosa ne pensi, Generale? Secondo te, perchè sto facendo tutto questo?”

-Generale:“La prego, non mi chieda questo, Führer…”

-Hitler:“Avanti, Weizmann, parli pure…”

-Generale:“Se devo essere sincero, signore, credo che lei sia pazzo. E che stia semplicemente deviando il mondo intero in base al suo delirante disegno, e spera di trascinarci tutti nel suo baratro mentale.”

-Hitler:“Capisco, Generale…beh, è stata una giornata dura, io mi vado a coricare. Grazie per la chiacchierata Weizmann. E mi raccomando, dorma bene, perchè domattina, potrei dare l’ordine di ucciderla.”

-Generale:“Ai suoi ordini, mio Führer”

(Per le immagini, si ringrazia l’amicone The_Evil_Monkey)

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8 Risposte to “About A Dolf”

  1. Particolarmente toccante il momento in cui va a ninne..
    Deve essere andata veramente cosi. Lo sento. Ucciderei milioni di persone per quanto ne sono convinto!

  2. Questo tipo di racconti ti riescono particolarmente bene. Bello.

  3. Crauti, è bellissimo!

  4. Una dolcissima favola da raccontare ai bambini prima di andare a letto.

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