RecenZione – Chronicle

 

Nuova RecenZione, stavolta di un delizioso filmetto low-cost, dal titolo emblematico: “Chronicle”.
È ovvio dire che tutto questo è ***Spoiler***

Il film inizia con la presentazione dei personaggi principali:

C’è Andrew, un ragazzo un po’ sfigato, con pochi amici, la madre malata, il padre ubriacone e rincoglionito, ed una biografia che ha molti punti in comune con quella di Renzo Bossi; Matt è suo cugino, è un po’ più fico di lui (ma non ci vuole molto), ha la macchina, ed è un cazzone; E c’è Steve, l’Obama del liceo, anche detto “Il povero negro che muore per primo”.

Andrew fa una vita di merda, e, un giorno, ha un’idea geniale: riprendere ogni momento della sua vita di merda. Quindi si compra una videocamera, e comincia ad andare in giro, inquadrando ogni minchiata che stimola la sua curiosità. Stranamente viene preso in giro per questo. Ma un giorno, mentre, dopo un rave party, sta piangendo sull’erba in modo molto virile, viene avvicinato da Steve, “Il povero negro che muore per primo”, che gli dice di seguirlo, in un bosco, perchè deve riprendere una cosa fighissima.

Ignorando il chiaro segnale di tentativo di stupro, Andrew lo segue, e, con il cugino e Steve, si avventurano dentro un tunnel sotterraneo, dove, alla fine, campeggia una strana pietra magnetica e luccicante, targata Samsung. La pietra emette un rumore simile ad un urlo della Iervolino, e stende i tre allegri compagnoni.

Quando il film riprende, i 3 hanno scoperto che quell’affare li ha dotati di eccezionali poteri, come muovere le cose con la forza della mente, generare scudi invisibili in grado di proteggerli da qualsiasi danno e trovare parcheggio a Trastevere, il sabato sera.

Andrew, eccitato all’idea di essere finalmente rilevante, fa quello che avrebbero fatto tutti: fa schiantare un suv contro un guard-rail, mandandolo in un lago. Sconvolto, riprende l’accaduto, mentre “Il povero negro che muore per primo”, si tuffa per recuperare l’automobilista. L’accaduto fa incazzare a tal punto Matt, che fa un cazziatone apocalittico al cugino, dettando, per l’uso dei poteri, tre regole che nessuno ricorda, e che verranno ripetutamente violate, e che quindi non riporterò.

I tre si allenano diventando sempre più abili coi loro poteri, arrivando anche a volare, e a orinare nella tazza da ubriachi.
Andrew, viene convinto dal “Povero negro che muore per primo” a partecipare ad un talent show. Lui quindi diventa un eccezionale giocoliere, e, come tutti i grandi giocolieri, alle feste, è attorniato da figa.

Solo che, mentre sta per diventare uomo, nel momento culminante, decide di svomitazzare addosso alla sua lei di turno, in una sorta di bukkake intestinale. Steve, “Il povero negro che muore per primo”, lo riprende, mentre è, ovviamente, incazzato come una biscia, e lui reagisce come avrebbe ragito ogni altro ragazzo: a casa, massacra di botte il padre, sbattendolo da una parete all’altra.

Distrutto dai sensi di colpa, vola sopra delle nuvole tempestose a piangere, con la sua fida telecamera. A raggiungerlo ci pensa Steve, che capisce che è triste e prova a consolarlo.

A questo punto, accade l’inimmaginabile: “Il povero negro che muore per primo”, muore per primo, colpito da un fulmine, indirizzato dal suo amicone Andrew.
Al funerale di Steve, Matt e Andrew litigano, e Andrew vola via, convincendosi di essere un super-predatore, qualunque cosa voglia dire. Comunque, allenandosi diventa sempre più forte, accartocciando macchine, staccando denti alle persone con la sola forza del pensiero, e correndo i cento metri in 9.89″.

(Nel mentre, c’è una sottospecie di storia d’amore fra Matt e una tizia bionda, che ha lo stesso vizio del cugino psicopatico, di portare con se una videocamera, ma siccome non ci sono scene di sesso, non ho ritenuto rilevante tale sottotrama.)

Andrew sclera definitivamente, e per trovare i soldi per comprare le medicine alla madre, va in giro a fottere soldi alla gente, travestito da pompiere (non lo so perchè, forse per guadagnare la loro fiducia). Ma dopo aver rapinato una stazione di servizio, provoca un’esplosione che stira il commesso e ferisce lui.

Finito in ospedale, riceve la visita dell’amorevole padre sbevazzone, che da buon capofamiglia, dice al figlio incosciente che sua madre è morta e che è tutta colpa sua. Andrew, si incazza e fa saltare tutto in aria.
Intanto Matt stava facendo il galletto a casa della fidanzata,  ma vede in Tv il casino che sta creando il suo cuginetto, e decide di raggiungerlo portandosi dietro la sua donna (sempre accompagnata dalla sua cazzo di telecamera), in macchina.
Arrivati all’ospedale, trovano Andrew in preda ad un lieve delirio di onnipotenza, che non fa altro che volare in giro, sfondare case e gettare persone dall’alto, fra cui suo padre, salvato da Matt (qualcuno si è meritato un motorino!!)

Inizia un epico duello fra Andrew, che è diventato una specie di Magneto in preda ad una crisi adolescenziale, e Matt, che è un sonoro pippone, e infatti viene sbattuto da una parete all’altra. La battaglia è documentata dai video delle telecamere di sicurezza di tutta la città o dei cellulari degli idioti che li registrano.

Dopo aver preso un sacco di botte, Andrew e Matt atterrano in una piazza, circondati da poliziotti. Andrew si incazza, li lancia via, e poi ha un’idea geniale: quale modo migliore per vincere questa battaglia, se non concentrarmi per distruggere tutte le vetrate circostanti?
Infatti, comincia ad urlare come un pazzo, creando una specie di seconda notte dei cristalli, ma mentre è lì lì, per trasformarsi in Super Sayan, Matt nota che dietro di lui c’è una statua di un tizio che regge una lancia, e lo trapassa con essa.

I poliziotti rimangono sbigotti, urlano:”Ci sono due uomini a terra!” (anche se tecnicamente Andrew non è a terra, perchè è impalato, ma sono sottigliezze…) si avvicinano, ma Matt se la svigna volando via.

L’ulitma scena è una piccola chicca di cinematografia: Matt vola fino in Tibet, (meta più volte proposta da Andrew, ma sempre ignorata a favore di Formentera.), e, probabilmente dimenticandosi di averlo ammazzato, lascia un videomessaggio al cugino, dicendogli che gli vuole bene (?!?) e che hanno finalmente realizzato il loro sogno. Matt lascia la telecamera accesa davanti ad un monastero tibetano e vola via. Ora è famoso negli Stati Uniti, con il nome di Rey Mysterio.

La morale del film è fin troppo chiara: se vedete un giocoliere molto bravo, impalatelo. Non si sa mai.

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6 Risposte to “RecenZione – Chronicle”

  1. Per colpa tua ho quasi rischiato di pisciarmi addosso in ufficio.

    E comunque io pensavo che la morale fosse “Se tutti i film fossero horror, e in ognuno ci fosse un negro, la popolazione mondiale sarebbe formata solo da caucasici.”

  2. Me ne ricorderò quando li becco ai semafori.

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