Gaylandia

L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e delle persone gay, lesbiche bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali.

(Fonte: wikipedia.it)

L’omofobia è uno dei fenomeni di costume più sgradevoli ed irritante degli ultimi decenni. Purtroppo andando avanti col tempo, l’ignoranza delle persone che soffrono di questo disturbo, ha portato ad atti sempre più vergognosi nei confronti della comunità gay (attacchi corporali, insulti, vendita di scarpe non abbinate.)
Ebbene, io ho deciso di farmi portatore di questo fardello, e ho passato gli ultimi mesi a progettare una soluzione razionale e fattibile a questo problema.
Perchè ci sono due cose che odio al mondo: l’omofobia ed i froci.

Quindi sono arrivato alla progettazione di una società perfetta per i gay, una sorta di utopia platonica rosa, che ho deciso di chiamare semplicemente Gaylandia.

Rosa dei possibili nomi

  • Vaselination;
  • Busity;
  • La sacra confederazione della zucchina;
  • San Francisco;

Il progetto, si basa su una semplice idea: riunire tutte le persone omosessuali in un unico paese, preventivamente evacuato.
Il paese prescelto è la Francia. La scelta è abbastanza ovvia, perchè il 42% percento della popolazione gay si trova già lì.

Precisazione: per gay, intendo sia i gay maschi che le lesbiche. Alcuni lerci omofobi, non vedono l’ora di insultare degli omosessuali maschi, ma non perdono occasione, quando tornano a casa dopo una giornata di sana discriminazione e gavettoni di piscio, di guardare un delizioso porno con due donne che si aggrovigliano. Io, dal canto mio, non essendo ipocrita come questi ominidi, ho l’elasticità mentale di fottermene quando due maschi si baciano e quindi guadagno il sacrosanto diritto di sbavare nel vedere due donne che lo fanno.

La popolazione di Gaylandia, sarà, quindi, composta interamente da omosessuali. La monogamia non esisterà, ma ovviamente non sarà vietata. Per quanto riguarda le unioni civili, vige la regola del “Fai come cazzo ti pare” : se vuoi stare con una persona, stacci, e nessuno ti romperà la minchia.

Economia

Il primo problema di Gaylandia è quello di portare avanti l’economia. È risaputo che esiste una grossa fetta lavorativa che non può essere lasciata in mano ai gay, specialmente quelle in cui hanno a disposizione un telefono, con cui poter commentare l’ultima puntata di “Desperate Housewives”. Inoltre, sarebbe difficile assegnare un qualsiasi lavoro dove si suda, senza prosciugare le casse dello stato, in deodoranti “Borotalco”.
Quindi, come muovere soldi? Facile, l’economia di Gaylandia, sarà basata esclusivamente su un settore: quello del turismo.
Le frontiere sono sempre aperte, agli eterosessuali, che troveranno, dal punto di vista del turismo, il meglio del meglio, potendo usufruire dei macrosettori in cui gli omosessuali riescono a rendere meglio: il campo dei centri benessere (Spa, massaggiatori, estetisti, parrucchieri) quello dello shopping (con i migliori negozi di moda, corredi, arredamenti, e sexy shop) ed un vastissimo reparto orto-frutticolo.

Burocrazia

Per ottenere la cittadinanza di Gaylandia, basta essere omosessuali. Assolutamente vietato essere bisessuali, in quanto la bisessualità non esiste come identità sessuale, è solo un modo col quale i gay provano a nascondere che gli piaccia prenderlo dietro, e col quale le donne provano ad arrapare di più gli uomini. Gli eterosessuali sono, ovviamente, ben accetti, ma possono prendere una casa, per un massimo di 3 settimane all’anno, con l’obbligo di affittarla ad un prezzo basso per il resto dell’anno ad almeno un cittadino omosessuale di Gaylandia.
Ovviamente, per i nuovi arrivati, c’è il test di cittadinanza, molto semplice: il candidato viene lasciato da solo con una banana in una stanza. Se la mangia, è bocciato.
Per i figli adottivi delle coppie, esiste invece un performer test: il candidato, appena compiuti i 17 anni, dovrà avere un rapporto con una persona del suo stesso sesso, e sarà giudicato da una giuria, in sessantesimi. In base al risultato, sarà calcolata la sua fascia ISEE.
Inoltre, nella costituzione è espressamente scritto che, gli eterosessuali hanno tutto il diritto di espletare la loro sessualità, ma gli omosessuali, specialmente quelli oltre i 25 anni, hanno il diritto di discriminarli per tale comportamento.

“Scusi, ma cosa sta facendo?”
“Cosa?”
“Cosa sta facendo?”
“Sto baciando la mia ragazza.”
“……Lei mi disgusta…ma non si vergogna? Guardi che ci sono dei bambini.”

È severamente vietato per i cittadini, avere un rapporto sessuale con una persona dell’altro sesso. Pena: esilio, perdita della cittadinanza, e cancellazione dell’abbonamento a “Chi”.
È permessa l’adozione alle coppie, ma la popolazione deve rimanere costante: quindi un bambino potrà essere adottato, solo dopo la morte di un altro cittadino.

Società e costume

Il presidente di Gaylandia NON sarà omosessuale. Per il semplice motivo che…va bene tutto…ma Dio potrebbe non prenderla bene, non facciamolo incazzare troppo.
I bagni in tutte le strutture saranno unisex. Non ci saranno i bagni alla turca, ma solo tazza. Tutti potranno bagnare la tavoletta, che sarà di legno, e dopo ogni pisciata sarà bruciata e sostituita grazie ad un macchinario. Questo sarà permesso dal risparmio in termini di legno dovuto alla mancata stampa dei libri, visto che i gay leggono solo riviste.
Lo sport, è la nota dolente della nazione. Gli unici sport praticati saranno quelli chiaramente omosessuali, come il Curling o la Pallavolo.
Per quanto riguarda la bandiera, verranno abbandonate tutte le puttanate sugli arcobaleni: la bandiera raffigura semplicemente Rob Halford mentre sbrana una coscia a Rick Santorum.
La lingua non è importante. L’importante è come la usi.

È ormai chiaro che questa soluzione risolverebbe ogni problema: i gay non avrebbero problemi di discriminazione, e gli omofobi non li avranno più in mezzo alle palle.
È vero che in questo progetto non c’è menzione del sequestro forzato dei cittadini dai loro rispettivi paesi, per portarli a Gaylandia, e che quindi verranno strappati alle loro famiglie. Ma non posso pensare a tutto io, no?

(L’autore di questo pezzo sa che il contenuto di esso, potrebbe essere considerato offensivo per la comunità omossessuale. Ci tiene a precisare che non è questo il suo intento, ma soprattutto che non gli interessa. Apprezza molti artisti omosessuali, come Elton John, Freddie Mercury, Micheal Stipe. Ma sarebbe sbagliato considerare tutti i gay grandi artisti. Guardate Justin Bieber.)

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10 Risposte to “Gaylandia”

  1. Ora mi spieghi che ti sei bevuto nel we per partorire (verbo non usato a caso) questo post?
    Ah, la storia del test con la banana sto pensando di introdurla (non a caso) come test d’ingresso (questo è a caso. Giuro) quando qualcuno mi viene a trovare a casa.

    Ossequi Mastro Dan.

    • Pensa che l’idea mi è venuta in un pub, parlando con dei miei amici. Sono l’unico la cui creatività è stimolata dall’ubriachezza altrui.

      • Io invece devo bere per rallentare i ritmi del mio encefalo.
        Per questo scrivo 1/2 volte a settimana. Puoi immaginarre gli altri giorni.

        Forse allora era il pub ad ispirarti. O forse la cameriera.

  2. “Alcuni lerci omofobi, non vedono l’ora di insultare degli omosessuali maschi, ma non perdono occasione, quando tornano a casa dopo una giornata di sana discriminazione e gavettoni di piscio, di guardare un delizioso porno con due donne che si aggrovigliano.”

    Quanta verità in queste parole…

  3. jackbass68 Says:

    Sublime!!! :-)

  4. Tutte ‘ste virgole un po’ a cazzo sono per dare il senso dell’ansimamento, vero? ^^

    (Sulla chiusa di Justin Bieber ti bacio come non vuoi e dove non vuoi. E ringrazia Dio che sei mancato a Torino, ma non sarà così per sempre, eh.)

    Ma se uno la banana se la mangia a cose fatte? Quel che resta. Son buone le banane!

    • Le virgole continue sono un’abitudine. Credo rendano :)

      (Per Torino, ancora rosico :@, spero si venga presto qui a Roma)

      Per la banana, non la si può mangiare dopo. I gay sono sempre attenti all’igene.

  5. favolosa mmmmmmm

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