La Mia Apocalisse Zombie – 19 – La Verità

danzombie

(Continua da qui)

Appena io ed Ernesto finiamo di discutere, ci giriamo verso il tizio ben vestito.

“Allora, ci vuoi spiegare cosa succede”

L’uomo preme il bottone di un telecomando, abbassando alle nostre spalle una parete di doppi vetri, separandoci dagli zombie che stanno ancora sbranando lo zombie straniero.

“Così potremo parlare con più calma. Signori, ho da dirvi tante co-“

“Lo sapevo, dannato! Vuoi legarci e torturarci eh?” gli urlo.

“Cosa? No, sto per spiegarvi quello c-“

“Maledetto, lo sapevo. Ora ci legherai ad una sedia attaccandoci degli elettrodi ai testicoli. Ma se ti aspetti che noi parleremo, ti sbagli di grosso!”

“Ma veramente sono io che devo parlare…”

“Sei veramente marcio. Va bene, fai di noi ciò che vuoi, ma non ci spezzeremo.”

“Signor Dan, si calmi. Voglio solo spiegarvi. Si rimetta i pantaloni e si tolga quella spugna umida da sotto lo scroto.”

“……e va bene, furfante. Ma pagherai anche questa!”

“Bene…ora, se avete domande, fatele adesso vi prego.”

“La domanda è sempre quella di prima: cosa cazzo è successo? Mi sembra che tu lo sappia.”

“Va bene. Vi risponderò. Vi prego solo di non interrompermi, perchè non amo essere interrotto. Dunque, come avete immaginato, tutto questo è opera mia. Beh, non propriamente mia, ma della mia azienda, la HQT. Abbiamo trasformato noi tutto gli abitanti del paese in zombie.”

“E fino a qua si capiva…non tanto per la gabbia e tutte quelle cose, ma dietro di lei c’è un poster con un gattino che abbraccia una pillola con scritto “Trasformiamo l’Italia in un paese di zombie. Di nuovo”…era sospetto. Ma come avete fatto a dare quella robaccia a tutti?…ah e poi, posso avere una copia del poster…?”

“Le sto per dire tutto, la prego non mi interrompa. Ha presente, un mese fa quando c’è stata quella settimana di promozione di Kentucky Fried Chicken che distribuiva dei secchielli di pollo fritto? Beh quelli erano pieni di quelle pillole.”

“Lo sapevo! Era troppo sospetto…oh beh, lo rifarei…aspetta un momento, anche io ed Ernesto l’abbiamo mangiato, come mai non siamo diventati zombie?”

“In alcuni secchielli c’era solamente un potente sonnifero che aveva il preciso compito di addormentarvi dopo la prima volta che voi aveste preso sonno. È il caso suo, del signor Ernesto e della signorina Livia.”

Mi giro, basito verso Ernesto. Gli tiro uno schiaffo per fargli passare la faccia da ebete che gli è venuta per essere stato chiamato “Signore”.
Subito dopo urlo

“Ma perchè noi??? Cosa volete da noi? E perchè avete fatto tutto questo casino?”

“Marketing. Cosa pensavate fosse? Marketing. In questo preciso momento, in tutto il mondo si chiedono cosa sia successo in Italia, vedono che è piena di zombie, parlano di apocalisse. Noi abbiamo diffuso questo virus, anche se chiamarlo virus è errato…ma comunque, solo noi abbiamo la cura. E noi, fra qualche giorno, emergeremo come l’azienda di geni che è riuscita a trovare una cura al male peggiore della storia del mondo, resistendo strenuamente all’attacco zombie.”

Io rimango senza parole.
Di colpo prende la parola Ernesto.

“Ma perchè io e lui siamo vivi? Perchè proprio noi???”

“Non è stata una scelta immediata: sono mesi che pensiamo di muoverci così, e vi abbiamo studiati, signori a fondo. Il vostro proctologo è un nostro addetto. E dopo un po’ abbiamo capito che ci servivano due come voi: insoddisfatti, senza pretese, che non si sarebbero lasciati scoraggiare da una situazioni al limite della disperazione. Insomma due coglioni.”

“La ringrazio per la stima.”

“Si figuri. Vi conosciamo, sapete? Lei, signor Ernesto è una persona che vive la vita passivamente, senza avere nessuna aspettativa, pensando sempre di non essere all’altezza delle cose. Sappiamo che è in una carenza d’affetto così marcata che chiede agli anziani in autobus di molestarla.”

“Sì…ma solo la domenica mattina, sono più svegli.”

“E lei signor Dan, è un sociopatico che non ha alcuna intenzione di smettere di esserlo. Era proprio di gente come voi che avevamo bisogno: senza speranza.”

“Ma perchè avete bisogno di noi?”

“Ci servivano degli eroi: qualcuno che ci potesse trovare, da portare poi in trionfo come gli uomini che hanno creduto nella salvezza dell’Italia, e che hanno trovato l’aiuto di menti illuminate come noi. E queste persone eravate voi due. Beh, e Livia…”

“Ah giusto, e la donna?”

“Beh…era per permettervi di copulare, sappiamo della raggiante omofobia del signor Ernesto…”

“Beh, la ringrazio…è un onore, ma proprio non era il mio tipo…”

“Veramente, nei nostri progetti, la signorina Livia sarebbe dovuta andare con in signor Ernesto.”

In quel momento, il discorso viene interrotto da una bestemmia di Ernesto così forte da sbattezzarmi all’istante.

“Ma come con Ernesto???”

“Signor Dan, lei non è proprio adatto a interagire con le donne. Lei è così poco abituato che va in discoteca solo per guardare le belle ragazze, tornare a casa e masturbarcisi.”

“Ma Ernesto, l’ultima volta che ha impressionato una donna era la suora della suo scuola elementare quando ha disegnato uno smoking a Gesù su un crocifisso! E poi, cavolo sono io il protagonista!”

“Hah…lei mi fa sempre ridere…lei il protagonista? Ecco cosa ci piace di lei, signor Dan. Lei crede fermamente di avere sempre tutto sotto controllo. Lei, dall’alto della sua razionalità fa finta di non essere toccato da tutto quello che ha intorno, pensando che nulla possa sfuggire dalla sua comprensione. Ma questa non è la sua storia. Ed in realtà quel suo sentimento è dettato dalla sua paura: la paura di confrontarsi con ciò che le altre persone possono pensare di lei, di ciò che ha fatto e di ciò che farà. Questo è il motivo per cui è antipatico, questo è il motivo per cui si è trovato così bene in questo contesto, e questo è il motivo per cui, ogni volta che piscia da seduto, continua a ripetersi che lo fa solo perchè è stanco.”

“Cavoli, ci avete osservati per bene….”

“Già. Ma ora è arrivato il momento per voi due. Il momento di una scelta. E dovete prenderla adesso.”

Male.
Sono pessimo nelle scelte.

Come quella volta che mostrai la voglia a forma di croce che ho sul sedere al mio parroco.

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8 Risposte to “La Mia Apocalisse Zombie – 19 – La Verità”

  1. Freddy Says:

    In pratica nel commento precedente ho spoilerato questa puntata (oppure dato un’idea geniale). E siccome mi ritengo effettivamente un genio (incompreso) considero veritiera la seconda ipotesi (cosí posso dire di averla inventata per primo e metterci er copiráit). Avrai le informazioni per pagarmi i diritti via piccione viaggiatore, solo PER FAVORE non sparargli anche tu come gli altri che li sto finendo po’re bestie…
    No peró una domanda c’é: non essendo lettore attento non ho ben capito…quante chiese sono crollate dopo la bestemmia di Ernesto?

  2. due pazzi squinternati ed adorabili… e meno male che son stati scelti! mhhhh… la voglia di croce? :D

  3. Ti prego, dimmi che il dettaglio di te che vai in discoteca è letterario e non autobiografico. Non la masturbazione, proprio la storia della discoteca.

  4. La lobby dei complottisti ringrazia. Grande!

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