La Mia Apocalisse Zombie – 20 – La Scelta

danzombie

(Continua da qui)

“Bene signori. È arrivato il momento. Dovete scegliere.”

“Sì, è la terza volta che ce lo dice, ma non ci ha detto ancora fra cosa.”

“Giusto. Giusto. Scusate per me è la prima volta.”

“Ma si figuri…”

“No, perchè sembra facile fare il discorso del cattivo dove spieghi il piano e poi alla fine vieni fottuto, ma una volta che ti trovi qui…uff…”

“Ma stia tranquillo. Vuole ricominciare da capo? Se vuole ci giriamo.”

“No, no. Poi chi la sente mia madre? Mi dice sempre che devo farmi coraggio. Solo che è difficile fare il cattivo per forza…”

“Vuole che insultiamo sua madre?”

“…..grazie. Sarebbe delizioso.”

“Bene, si faccia coraggio. Lo faccia almeno per quella vecchia stronza di sua madre.”

“Come si permette??? Ha poco da scherzare, signor Dan. Ora è davvero il momento di scegliere.”

“Ma fra cosa?”

“Potete decidere di venire con noi. Sarete i salvatori del paese, coloro che hanno portato in salvo il piccolo gruppo di scienziati in grado di poter creare una cura per questa misteriosa malattia…”

“Ma se siete stati voi a fare tutto questo casino?”

“Sì, ma gli altri non lo sanno. E non lo dovranno sapere, sia chiaro.”

“Ma vaffanculo! E se rifiutiamo, che alternativa abbiamo?”

“Beh…potete rimanere qui e vedervela con l’Italia piena di zombie.” dice, rialzando il telecomando con cui ha abbassato la parete ed il dito sul bottone.

“Quindi è un ricatto…? Ma noi vi serviamo, l’hai detto tu.”

“È vero, ma avevamo calcolato l’idea che voi non avreste potuto accettare. Semplicemente diremo che ci siamo salvati e siamo riusciti a scappare. Con voi saremmo a prova di bomba, voi ci servite anche per avere un volto da portare in giro per il mondo. In effetti così è poco credibile…ma a mali estremi…”

“Ma questa storia della cura…è vera?”

“Ahahah, assolutamente no! Noi ci faremmo finanziare da tutto il mondo, per poi rinunciare con le lacrime agli occhi per non essere riusciti ad avere la meglio su questo male oscuro e bla bla bla.”

Ernesto subito prende la parola:

“Sei una merda. Tu e quella sgualdrascia di tua madre.”

“Basta Ernè, è finita la parte in cui lo insultavamo.”

“Ah, scusa…”

“….sgualdrascia?”

“Sì, è una parola che ho inventato io…è “Sgualdrina” più “Bagascia”.”

“……mi piace…..”

“Basta cazzeggiare, signori. Rispondete.”

“Dacci qualche minuto!”

“No. Ne ha avuti fin troppi. Si sbrighi, o quella parete si alzerà troppo rapidamente perchè voi possiate scappare. Io sarò qui su questa piattaforma rialzata proprio per godermi lo spettacolo. E magari registrarlo e metterlo su YouTube, non ho ancora deciso.”

Quasi a porre fine alla sua frase, come un punto esclamativo, arriva il suono del mio remo che cade a terra.
Dalla tensione cado a terra, poggiando natiche e palmi delle mani sul pavimento.

Ernesto mi guarda, preoccupato perchè non mi ha mai visto così sconvolto.

Come faccio sempre quando devo pensare, incrocio le le gambe, incurvo la schiena e mi copro la testa con le mani.
Nel mio cervello non riescono più ad esserci pensieri distinti, ma solo un confusissimo flusso.

«Ora come diavolo faccio? Devo pensare ad un modo per salvare me ed Ernesto. Ma non riusciremo mai a scappare. E nemmeno a raggiungere quello stronzo prima che prema il bottone. Ma se una donna uccide un’altra donna, si chiama “Femminsuicidio”?»

“Avanti, signor Dan. È il momento. Mi dia la sua risposta.”

Senza alzare la testa, dopo qualche secondo di silenzio, comincio a parlare.

“Hai ragione. Credo sempre che sia tutto sotto il mio controllo. Ed è l’unica maniera con la quale posso sopportare tutto quello che mi circonda. Facendo finta che il mio disinteresse verso il mondo giustifichi la mia apatia. Ma non è così. Così mi piace pensare, ma so bene che non ho controllo su nulla, sulle mie relazioni, sui miei affetti, sul mio futuro e neanche sul mio presente. Per questo mi sento solo. Come il testicolo di Lance Armstrong.”

Lentamente mi alzo, riprendo in mano il remo.

“Ora non voglio più essere solo…”

L’uomo abbassa il telecomando.

“Bene, quindi accettate?”

“No. Assolutamente no. Preferisco un mondo del genere, al solito mondo di merda. Soprattutto se devo continuare a dire bugie. Vai a farti fottere.”

“….lo immaginavo. E lei signor Ernesto?”

Ernesto fa spallucce.
Sorrido. È davvero un amico.

“E sia.” dice lo stronzo, rimettendo il dito sul pulsante “Rispetto la vostra decisione. Addio signori, siete stati bravi.”

Subito mi giro verso la parete, pronto per menare più zombie possibile, prima di morire con onore.
Quando sento uno sparo.

Mi giro e vedo il bastardo con un buco in testa, cadere di schiena per terra.
Ed accanto a me, vedo Ernesto con la pistola di Livia ancora fumante in mano.

Lo guardo con la bocca spalancata.

“Non cagà ‘r cazzo, poi ne parliamo.”

Rido sguaiatamente.
Subito saliamo sulla piattaforma e ci avviciniamo all’uscita. Ma la porta dove ci dovrebbero essere gli altri scienziati è un’occasione troppo ghiotta. Subito sfondiamo la porta e premiamo il tasto per alzare la parete degli zombie, che si affrettanoa raggiungerci. Gli scienziati sono troppo sorpresi per rendersi conto di cosa accade, provano ad andare verso l’uscita, ma sono preceduti da noi due, che la blocchiamo.

Correndo, percorriamo la rampa di scale ed usciamo, lasciandoci dietro le urla di quei pochi umani rimasti nell’edificio.
Con la schiena appoggiata alla porta, e con il fiatone, esclamo.

“….insomma hai preso la pistola…”

“…già…se me vuoi ammazzà, dillo subito.”

Rido ancora più di prima.

“No, Ernè…tranquillo, non ci riuscirei, anche volendo.”

“Eh no…”

“…insomma…abbiamo ucciso gli ultimi umani sul suolo italiano…”

“A quanto pare…”

“Ed ora che facciamo…”

“…….”

“…….”

“Andiamo in un supermercato, che c’ho fame?”

“Ok…ma non al Carrefour. Che l’ultima volta mi è andata male.”

Subito saliamo in macchina. Guida lui.
È meglio così, sono un pessimo guidatore.
Morire per un incidente stradale in questo contesto sarebbe da stronzi.

Gli chiedo se posso mettere la musica. Lui annuisce e ce ne andiamo.

E quindi finisce così, con noi da soli.
Circondati dai mostri.

Credo che fosse così che volevo questo finale.
Cioè, in modo che non fosse un finale.

D’altronde, è solo un racconto.

Ok, il racconto è finito. Dopo più di 5 mesi. Non scriverò la parola “Fine” perchè non mi piace. Ma si capisce, dai cazzo.
Ringrazio chiunque abbia letto anche solo una puntata, abbraccio chi ne abbia letta più di una, bacio con la lingua chi le ha lette tutte. Fatemi sapere, mi raccomando, sono un uomo di parola.

Mi sono decisamente divertito, non era in programma chiudere ad un determinato numero di puntate. La storia ha preso corpo mentre la scrivevo ed è stata influenzata da tutto quello che mi è successo in questi mesi. Se vi ho fatto fare almeno una risata con questa grossa minchiata, vi voglio bene. Sono serio.
Per chi possa essere interessato, nei prossimi giorni potrebbe uscire una sorpresa su questo racconto. Ma non anticipo nulla. Grazie davvero. E grazie a Franky, perchè c’è anche lui nel racconto.

Un saluto, ci si vede e legge in giro,
Dan

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10 Risposte to “La Mia Apocalisse Zombie – 20 – La Scelta”

  1. … Solo un racconto?…

    L’epilogo mi ha fatto venire in mente una cosa… stabilisci tu Dan se si tratta solo di una mia allucinazione :)

    Una ristrettissima minoranza a fronte di una schiacciante maggioranza. Come scrive appunto Junger: “il nemico deve pur sempre esistere, la dittatura per sopravvivere ne ha bisogno, per incutere odio e quindi terrore”.

    • Ammetto che non è solo un racconto…
      La tua non è affatto un’allucinazione, ma se ti dicessi che il mio spunto fosse Junger, ti direi una bugia, lo studiai al liceo e non ricordavo questa sua frase.
      Il principio è più o meno quello, basato su un rapporto vissuto in prima persona.
      Ma l’idea non è tanto quello del bisogno di una maggioranza che schiacci la minoranza, quanto il desiderio di non appartenere alla maggioranza.
      Ma non credo di essermi riuscito a spiegare…

  2. e passi che me le sono sorbite tutte. e passi che una te l’ho scritta io e manco uno specialtencs. però il bacio con la lingua no cazzo.

  3. Mi mancavano le ultime due. E proprio come per le serie mi sono sparato il finale di stagione tutto d’un fiato.
    Grazie Dan, grande idea e grande racconto.
    Anche se magari una seconda stagione… ;)

  4. Davvero bravo,hai saputo unire molto bene comicità e avventuroso,la tua storia mi è piaciuta molto,io adoro le storie di apocalisse zombie e sn una grande fan di resident evil e ho letto tutto d’un fiato ogni capitolo,mi piacerebbe poter scrivere anch’io qualcosa su un apocalisse zombie,cmq complimenti davvero!

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