Thank You For The Music

music-pain_003049211

Il mondo spesso è cattivo.
Talmente cattivo che quelli buoni come me, per rasserenarsi vorrebbero solo avere una neonata cinese solo per annegare qualcuno senza rimorsi.

E ci sono momenti, giornate, settimane, periodi in cui il mondo è più cattivo del solito.
O in cui tu lo percepisci come tale.

Non sai perché, non sai neanche se te lo meriti.
Ma cominci a sentire come se ogni cosa attorno a te stia cominciando a stringerti, a stritolarti come una lattina di Coca-Cola appena finita.

Piccoli istanti in cui passi dalla piena consapevolezza di verso ciò che ti circonda, al dubbio verso tutto e tutti.
Da un momento all’altro tutti i pensieri nella tua testa cominciano ad accavallarsi, piccoli momenti significativi.

Per me è stato una domenica pomeriggio.
Ero a casa da solo, sul letto ad ascoltare “Little Wing”, nella versione di Stevie Ray Vaughan.
A metà della canzone, sento suonare alla porta. Vado ad aprire ed è il mio vicino che incomincia ad incazzarsi perchè il volume della mia musica era troppo alto e che lui riusciva a sentirla dal suo appartamento.

Apparentemente, un accadimento da nulla.
Ma per qualche motivo la cosa mi ha scosso.

Partendo dal pensiero che, se fossi stato io, gli avrei chiesto di alzare ancora di più il volume, ma l’educazione prima di tutto. Per questo agli sproloqui di quel mentecatto ignorante del mio vicino ho risposto solo con un cenno di testa.

Rientrando, sono assalito da una strana simil-angoscia, che non mi ha permesso di continuare a godere della mia giornata.
Un senso di oppressione, che non derivando da nessun motivo particolare, era molto più difficile da scacciare.
Intanto, nella mia testa si susseguivano i pensieri più strani, che rendevano sempre più ardua la mia ricerca della serenità.

Cosa sto facendo con la mia vita?
La neve è il bukkake di Dio?
Mi sento incredibilmente solo.
Quanto potrò andare avanti senza impazzire
Mi manca tanto Andreotti…
‘sto Papa Hipster ha già rotto il cazzo.
Sento che sto solo perdendo tempo
Guardando C.S.I. ho scoperto quanto spesso la scena di un delitto sia piena di sperma.
E se il mostro di Loch Ness fosse in realtà Valeria Marini?
Così decido di uscire, come faccio ogni giorno, ma di non fare solo il giro dell’isolato, di camminare fino a che ne avrò voglia.
La cena era già pronta, non avevo restrizioni sul quando tornare, quindi esco con nelle orecchie le cuffie del mio fido iPod.
Come spesso mi capita quando mi girano le palle, ho paura che la musica prodotta dai brani casuali mi remi contro, con brani allegri o che non ho voglia di sentire.
Ma per qualche strano motivo, il fato è clemente con me, come poche altre volte è stato.

Tears – The Stone Roses

I Believe I Can Fly – Me First and The Gimme Gimmes

Memories – Weezer

La Pasticca Blu – Management del Dolore Post-Operatorio

Little Black Submarine – The Black Keys

Falling To Pieces – Faith No More

La Pista Anarchica – I Ministri

Gallows Pole – Led Zeppelin

Africa-Toto

Daughter – Pearl Jam

Blackbird – Alter Bridge

Circa 45 minuti di cammino.

Giro largo, passando per via Nomentana, a guardare in faccia i soldati davanti all’ambasciata della Libia, chiedendomi come sia stare lì davanti tutto il giorno a parlare.
Poi mi ricordo che quando hanno una giornata movimentata, rischiano di morire.

Passando per via di Santa Costanza e vedendo dentro una Smart al semaforo, una ragazza senza capelli, con evidenti segni dovuti alla chemioterapia.
Cosa che mi fa sentire un coglione, per essere di cattivo umore.

Passando per Viale Libia, dove un uomo chiede l’elemosina con un cartello con scritto “Sono un italiano, datemi una mano”.
E mi domando se prima di finire ad elemosinare, abbia mai passato un giorno come il mio.

Rientrando nel portone, il mio umore è cambiato radicalmente.
Non che sia allegro.

Ma come al solito, la musica mi ha spinto a pensare, diventando quasi il sottofondo nella mia testa.
E mi ha aiutato.
Di nuovo.

Perchè la musica è quella cosa che “La vita fa schifissimo, ma no vabbè, alla fine neanche tanto”.

Annunci

4 Risposte to “Thank You For The Music”

  1. Se non fosse per i Toto, avrei eliminato le ultime 4 parole.

  2. I believe I can fly è scemenzuola ma mi ha fatto tanto tanto tanto bene, in un giorno così come il tuo, qualche tempo fa.
    Un tempo che ora è passato.
    Grazie all’esposizione a tanto terapeutico teatro, all’influenza di persone positive, al taglio con aborti di pseudo relazioni malsane, a immersioni reiterate nel mare dei paesaggi della Val D’Orcia e della Val di Chiana, e alla musica.
    La mia donna medicina, il mio personal trainer dell’anima è stata soprattutto Annie Lennox. Questione di genere, forse, di sensibilità affine.
    Ma grazie della tua playlist balsamica: la copio (conosco solo quella che ho menzionato e Africa dei Toto), me la cerco su Youtube e me l’ascolto tutta perbenino.
    :*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: