La Dura Legge del Pope

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Il Papa è l’unico mestiere in cui prima perdi il posto e poi vai nell’ufficio del principale.

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Appena morto, il Santo padre si ritrova davanti al cancello del Paradiso.
Speranzoso, ma ancora un po’ stordito, si avvicina a San Pietro.

“Salve, San Pietro.”

“Salve, lei è…?”

“Il Papa…”

“Un attimo che controllo. Il Papa…Il Papa…il P-…no, mi spiace, non mi risulta che il Papa sia morto…”

“Ma è impossibile. Controlli meglio, la prego…”

“Guardi, sono sicuro…aspetti, forse lei è l’ex Papa?”

“…beh sì, tecnicamente…insomma, non hanno ancora eletto il mio succes-“

“EX PAPA!!! Ma che piacere! Benvenuto, la stavamo aspettando. Si accomodi prego, il capo la sta aspettando nel suo ufficio.”

“Va…va bene…”

L’ex Papa si avvicina ad una gigantesca porta in mogano nero, sulla quale c’è una targhetta argentata con scritto “Dio, Direttore Generale”

Il Pontefice bussa tre volte sulla base della porta, ed una voce profonda ma rassicurante gli dice di entrare.

Entrando, vede una poltroncina di pelle davanti ad una scrivania enorme, dietro la quale siede un colossale uomo dai lunghi e bianchi capelli, il pizzetto corto e la cravatta leggermente slacciata dal colletto della camicia grigia.

“Vecchio mio! Siediti pure” gli dice l’Onnipotente.

L’ex Papa si siede e nel mentre, Dio si alza e si siede sul bordo della scrivania, versandosi un bicchiere di whiskey, Macallan Fine & Rare Collection del 1939.

Sua santità guarda l’Altissimo bere e mentre aspetta che lui prenda la parola, si guarda intorno, notando sul muro delle foto in cui Dio stringe la mano a varie persone: Madre Teresa, John Lennon, Martin Luther King e John Holmes.

Proprio mentre sta per chiedere cosa ci faccia lì, il Signore prende la parola.

“Allora, vecchio mio, come ti vanno le cose?”

“…in che senso ‘Come vanno le cose?’ scusi?”

“Beh, come ti va, come ti va in questo periodo?”

“Beh…bene, credo…”

“Bene, bene…” dice Dio facendo roteare il poco whiskey rimasto sul fondo del suo bicchiere “Forse ti starai chiedendo perché ti ho convocato qui su.”

“Sì, in effetti sì…”

L’Altissimo sbuffa, grattandosi il mento e guardando nel vuoto per un istante. “Beh, amico ti devo parlare.”

“…ok.”

“Sai, la nostra è un’azienda molto redditizia e famosa. E va avanti così da più di 2000 anni. Ma devo ammettere che non è facile gestirla, non è facile…”

“…capisco…”

“Ma devo ammettere che in questo periodo ho ricevuto molte lamentele riguardo il tuo comportamente, amico.”

“Riguardo il MIO comportamento?” risponde stupito il Papa

“Sì, diciamo che ti hanno visto poco propositivo, un po’ nervoso. Specialmente a mensa…”

“Ma non ce l’abbiamo neanche la mensa!”

“Vabbè, per dire…insomma vecchio mio, un’azienda funziona un po’ come un millepiedi.”

“…sì…?”

“Funziona solo se tutte le zampe si muovono in armonia.”

“Ok…”

“Ecco, in questo momento tu sei una zampina che non funziona.”

“Cosa sta cercando di dirmi, Signore?”

“Beh amico…sei licenziato.”

“Licenziato? Tutto qui?”

“Beh sì…spero tu non la prenda male…”

“Come faccio a prenderla male? Me ne ero già accorto.”

“Come? Qualcuno ti ha anticipato qualcosa?”

“No, è che mi hai ucciso, porca troia!”

“Ehi, calma.”

“Calma un cazzo! Perché mi hai chiamato qui dentro? Non ti bastava avermi colpito con un fottuto fulmine? Non potevi semplicemente farmi godere dell’eterna beatidudine del Paradiso? No, lui mi deve attaccare il pippone del millepiedi.”

“Come ‘un fulmine’? Pietro, ti avevo detto una cosa rapida ed indolore!”

“Scusi capo, ho letto solo la prima parola” risponde Pietro imbarazzato

“Ancora che dai retta a questo vecchio rincoglionito? Che senso ha farmi indossare quei catenoni d’oro se poi devi colpirmeli con un fulmine?”

San Pietro prova a calmare gli animi, mettendo una mano sulla spalla dell’ex Papa dicendogli “Forse dovresti calmar-“

“NON MI TOCCARE!! NON TOCCARMI, vecchio lecchino!”

“Ma amico, qual è il problema?” dice Dio provando a stemperare

“Qual è il problema? Lo sai che culo mi sono fatto laggiù per te? Sai quanti pedofili ho coperto? Sai quanti discorsi inutili ho fatto per chiedere di fermare le guerre? Sai quante volte sono andato in Africa a pregare coi bambini che muoiono di fame e poi in albergo mi hanno servito tanto di quel roast-beef che l’ho dovuto buttare??? No, non lo sai, probabilmente perché eri qui a fare qualche foto con qualche suora qualsiasi. Che cazzo devo fare io per finire su quel muro? Non mi hai neanche offerto niente da bere quando sono entrato!”

“Ah, scusa, vuoi un drink?”

“SONO ASTEMIO, PORCA PUTTANA!”

“O me, scusa, non lo sapevo”

“Non fare il furbo, tu sai tutto, piantala.”

“Ma vecchio mio, non puoi semplicemente goderti il Paradiso?”

“Chi se ne frega del Paradiso, io voglio un po’ di rispetto. Non sono arrivato ad 84 anni per vestirmi come una meringa fino a che il mio capo non ha deciso di friggermi con un fulmine solo per il Paradiso. Ma qui, per contare qualcosa bisogna essere o raccomandati o almeno stronzi.”

“Non esagerare ora.”

*Si sente bussare alla porta*

“Chi è?” tuona Dio con voce ammonitrice “Siamo nel bel mezzo di una discussione importante!”

“Papà, sono io. Fammi entrare, mi servono le chiavi della tua Ferrari, ho un falò fra mezz’ora.”

“ED ECCOLO QUI!!! Il raccomandato per eccellenza.”

“Attento vecchio mio, morditi la lingua, morditela…”

“Dovrei anche mordermi la lingua? Questo si è fatto uomo, si è fatto scrivere un libro sopra, l’hanno ammazzato e tu l’hai pure resuscitato? Io che devo fare per essere resuscitato? Sai come si chiama questo? NE-PO-TI-SMO”

“Ok, ora sei andato troppo oltre, ho provato ad essere ragionevole, ma insultare sia il tuo Messia che il tuo Creatore è troppo.”

Accanto alla testa di Dio scende, chissà da dove, una cordicella

“Salutami Lucifero” dice l’Onnipotente prima di tirare la fune.

Sotto la poltrona si apre una botola che fa cadere l’ex Papa fino all’Inferno

Sua santità atterra su una poltrona di velluto rosso.

Davanti a lui c’è un uomo, in giacca e cravatta nere, dai sottili baffi e dai capelli corti e ben pettinati.

“Guarda, guarda: sei il Papa vero? Che onore…”

Il Papa si guarda attorno, stranito,

“Oh cielo, sono finito all’Inferno…”

“Già, benvenuto!”

Il Pontefice si mette la testa fra le mani ed inizia a piangere

“Ehi, che ti prende?”gli chiede Mefistofele

“Ho…ho deluso il mio creatore, ho attaccato Nostro Signore Gesù Cristo ed ho peccato di Ira ed Invidia”

“Si, ho letto il messaggio su Twitter di Gesù.”

Cattura

 “Oh mio Dio, ecco cosa succede…a sfidare il Trono…”

“Ah, non dirlo a me…”

“Sono un peccatore.”

Il Diavolo tira su l’affranto vecchietto e gli mette un braccio sulla spalla

“Su, su, è normale reagire così, non hai fatto nulla di incredibile…”

“Tu dici così solo perché sei Satana.”

“Dici? Boh, forse hai ragione. Ma ora basta preamboli, entra pure. Papa: benvenuto all’Inferno!”

Il Papa fa un bel respiro, e mette piede oltre il cancello fiammeggiante.

“Ma…è davvero così terribile?”

“Ma sai, io sono di parte, non so se tu ti possa fidare del mio giudizio. Ma stai tranquillo, fra poco potrai chiederlo a tutti gli altri Papi.”

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6 Risposte to “La Dura Legge del Pope”

  1. Sono contento di aver pensato che mi scocciavo a studiare quindi meglio dare una sbirciata ai feed. Ci possiamo aspettare un sequel? Un film? Una visual novel? Un manga? Uno spot pubblicitario?
    A proposito: a quando il film sull’apocalisse zombie?
    Se le domande sono troppo poche fammi sapere.

  2. Sempre number one.
    Chiosa finale, da pompino.

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