Faith No More

Shroud of Turin

(L’immagine viene da questo post dal Tumblr di scorpion dagger)

 

 

 

Ricordate il momento in cui avete messo per la prima volta in dubbio la vostra fede?

Io sì, perfettamente.

Avevo circa dieci anni, ero in bagno e stavo cagando uno stronzo di dimensioni quasi ingiuriose.
L’urgenza mi aveva fatto correre al gabinetto e per colpa del mancato preavviso da parte del mio intestino, non riuscii a portarmi dietro la mia proverbiale scorta di fumetti.

Finito di evacuare, mi ritrovai nella fase in cui solitamente il culo mi si asciuga ed io finisco di leggere il volumetto che accompagnava tali momenti
Ma purtroppo ne ero sprovvisto e quindi allungai mestamente la mano in cerca della carta igenica per pulirmi.
Ma non la trovai.

Andai nel panico.
Ero da solo a casa e non sapevo ancora dove fossero le scorte di carta.
Non avevo idea di come fare anche perché probabilmente, la magnitudine di quello stronzo aveva lasciato segni troppo abbondanti per essere trascurati.

Scelsi allora di aprire la cassettiera che avevo di fronte al water, ma non trovai nulla.
Allora guardai nel cassetto più in basso, dove solitamente ci sono le riviste di mia madre.
Purtroppo non ce n’erano.

Ma quel cassetto non era vuoto.

C’era qualcosa.
Un libro.

La Bibbia.

A quel punto cominciò un serrato dibattito morale in me:

“………………………………………..

………………………………………..

………………………………………..

Non posso.

Non posso pulirmi il culo con la Bibbia.
È la parola di Dio.
Dio è il nostro Dio. Quindi è un tipo importante. Non posso asciugare ciò che mi è uscito dal sedere con le pagine del suo libro. Sarebbe come farlo con un libro di Valerio Massimo Manfredi.
Eppure questo è un momento di difficoltà. Dio sa che questa è una situazione di bisogno, me lo dovrebbe permettere. In fondo è così che si creò la Sacra Sindone.
Se non ricordo male…”

Non sapevo cosa fare.
Non ero mai stato educato in maniera rigidamente religiosa, ma vivevo sopra una chiesa e mi capitava di andare a messa, almeno per accompagnare mia madre.

Come per molti bambini di quell’età, Dio esisteva e basta, non c’era neanche la possibilità di dubitarne, era parte integrante dell’esistenza come l’aria, il cielo e la pasta al forno nel pranzo della domenica.

Quindi, anche se il pensiero di pulirmi il culo con la Bibbia aveva attraversato la mia mente solo per un secondo, mi sentii immediatamente un peccatore. Quasi giudicato da Nostro Signore, mentre sedevo con le mutande calate e le natiche ancora impiastricciate di escrementi. Perché Dio ti guarda. Sempre.

Rimasi per qualche minuto in silenzio, quasi senza voler prendere una decisione.
Non potevo pulirmi il sedere con gli asciugamani, anche perché poi non sarebbero andati giù nello scarico.
Ma non potevo neanche non pulirmi, visto che quel pomeriggio dovevo andare in piscina e non volevo buttarmi e colorare la vasca di marrone.

Avevo giurato che non sarebbe mai più successo.
E ironicamente, l’avevo giurato su Dio.

Quindi quasi come se potesse aiutarmi in questa durissima scelta, presi la Bibbia e cominciai a sfogliarla.
E a leggerla.

E lessi.
Lessi.
Lessi delle vicende di Adamo ed Eva.

A parte che non avevo mai capito perché Dio avesse messo nel giardino dell’Eden quell’albero se non voleva che non si mangiassero i suoi frutti. In fondo lui era interior designer del mondo, no?
Se metto mio figlio a giocare in cucina non posso lamentarmi se poi va a giocare con il set di coltelli “Miracle Blade III, Serie perfetta”.
Ma sto divagando…

Dio creò Adamo e poi da una sua costola creò Eva. Ma non vedo tracce della discussione dei ruoli fra i tre. Dio l’avrà avvertita Eva che c’erano differenze con Adamo.
Probabilmente Dio guardò Eva e le chiese se voleva la parità fra i sessi. Lei optò per i drink gratis in discoteca.
Credo si intenda questo per “Peccato originale”

Leggo tutto confusamente, senza un ordine predefinito. E per la prima volta cominciai ad avere dei dubbi, a fare delle riflessioni.
A pensare con la mia testa.

Cominciai a leggere le regole che Dio dettò a Mosè.
Lette mi sembrano molto meno eccezionali di quanto suonassero declamate da un prete.
In fondo se ti serve la Bibbia per capire che non devi fare lo stronzo, vuol dire che eri già un caso irrecuperabile.

Continuo a sfogliare mentre scoreggio sonoramente. Spero che l’Altissimo non l’abbia vista come una mancanza di rispetto.
Incomincio a soffermarmi sulla narrazione.

Nessuno ha mai apprezzato pienamente l’enorme lavoro che fece Noè nel recuperare cadaveri.
Voglio dire, si fece il mazzo per radunare tutti gli animali e quella roba lì.
Ma dopo il diluvio, cazzo, avrà dovuto pulire il mondo da tutte le carcasse. Mica c’era la catena dello sciacquone sulla terra.

Perché Gesù prese il pane e lo spezzò, ma non prese il pan grattato e lo unì?
Sarebbe stato molto più impressionante.

Mi piacerebbe vedere Ponzio Pilato come sponsor dell’Amuchina.

Dopo che Papa Wojtyla morirà, quando lo oltraggeranno, lui starà fermo nella tomba?

E così via.

Pian piano cominciarono a sorgermi dei dubbi. Forse tutto ciò che mi era stato detto non era  vero. O almeno non lo era perché mi era stato semplicemente detto.
Certo, questo non vuol dire che mi potessi pulire il culo con la Bibbia con troppa leggerezza.

Era sempre il libro di colui che mi hanno detto essere il creatore di tutto. E di suo figlio, a cui mi rivolgevo spesso quando volevo qualcosa.
Pregando.
Gesù per me è sempre stato come un amico. Infatti non esiste.

(Solo dopo scoprii che Gesù era nato nel 7 Avanti Cristo. Il che sarebbe bastato per non darmela a bere)

Insomma, da quel momento cominciai a non credere. O almeno a non essere più certo.
Non sapevo se Dio esistesse davvero o fosse solo uno che si è pompato il curriculum.

Dubitai, per la prima volta.
Ma non me la sentii di strappare quelle pagine dense di significato, almeno per qualcuno.
Gettai le basi dell’essere un buon non-credente, avendo rispetto verso ciò che è importante per gli altri
Allora chiusi il libro, lo rimisi nel cassetto, mi alzai ed andai in camera di mia sorella per pulirmi il culo con le pagine del suo diario segreto.

Non dissi nulla ai miei genitori di quanto mi era successo. Non dissi che forse non credevo più, non dissi che forse avevo capito che tutto quello in cui molti riponevano la loro speranza è una grossa fregnaccia.

Come sempre, provai solamente a crescere da questa esperienza.
Facendomi delle domande.

Se Dio c’ha creati a sua immagine e somiglianza, perché esistiamo?

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10 Risposte to “Faith No More”

  1. Vabbè, 600 minuti di applausi.

  2. 146 ore di applausi. Con pause di recupero di 5 minuti ogni 2 ore, giusto per evitare la morte.
    (L’attesa ne è valsa la pena. Bravo)

  3. Adesso capisco come mai tua sorella è scappata in Canada.

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