L’unica risposta

Catturaf

“So di dire qualcosa di sconcertante”

Quando in un editoriale leggi questa frase, sei sicuro che stai per leggere qualcosa che ti lascerà di stucco.
Quando in un editoriale di Giuliano Ferrara leggi questa frase, sei sicuro che stai per leggere una stronzata.

Questa volta ci siamo messi ad inneggiare alla guerra di religione.

Premetto una cosa: a me le religioni fanno schifo tutte, anche quelle pacifiste, anche quelle che non hanno mai fatto male a nessuno, anche quelle che per molti hanno rappresentato un’implicita condanna a morte.

Ognuna di esse è ugualmente colpevole di aver bloccato per millenni lo sviluppo intellettuale dell’uomo e sono fortemente convinto che saremmo da un paio di secoli in giro per lo spazio ad accoppiarci con venusiane con 3 paia di tette ciasciuna se non fosse per lo spreco di energie e creatività che c’è stato nei confronti delle religioni.
Sia per crearle sia per seguirle.

Il massacro che stanno portando avanti quelli dell’Isis non è il primo e non sarà l’ultimo in nome di esseri mitologici che ci si è inventati perché non ci si sapeva spiegare cosa fosse un tuono.

Che piaccia o meno è accaduto per l’Islam, è accaduto per il Cristianesimo e spero che prima o poi accada per l’ebraismo, così si smetterà con tutto questo cazzo di vittimismo. Se la comunità ebraica vuole combattere la discriminazione e l’antisemitismo, trovasse qualcuno da sterminare e vedrà che di certo non verranno più visti come inferiori.
Ma sto divagando.

Giuliano Ferrara intitola il suo editoriale “Con l’Islam è guerra di religione”.
Che non vuol dire un cazzo, se ci pensate.

Ogni guerra è una guerra di religione, solo che una volta è per Dio, una volta è per il petrolio, una volta è per un tema morale.
Sono tutte religioni, solo che a differenza di quelle vere, girano meno soldi.

Ferrara si mette a paragonare il “suo” Dio con quello degli altri.

«Il nostro Dio è incarnato, crocifisso, umile e grande[…]; ci si oppone un Dio che è profezia, è mistica, è politica, è scisma […], un Dio che nessuno di loro abbandona, non i cosiddetti moderati, non i sauditi wahabiti, non gli sciiti, non i sunniti califfali, non i “laici” e i Fratelli (si ammazzano per decidere come ammazzarci, al massimo).»

Tralasciando l’altissimo livello di tolleranza che trasuda da queste parole, non vedo alcuna differenza fra il “suo” Dio e quello descritto come il “loro”.
Anzi, quello di Ferrara ha molto più caratteri di politica, misticità e cieca adesione dell’altro.

Lui ne è l’esempio principale.
Ma il trionfo delle scoregge dialettiche arriva nelle ultime righe.

«So di dire qualcosa di sconcertante, ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore»

Ora, per quanto l’idea che dei fanatici si incontrino in un punto per ammazzarsi a vicenda mi ecciti (proprio sessualmente) e mi possa sembrare un ottimo esempio di darwinismo, credo che la situazione stia cominciando a sfuggirci di mano

Che Ferrara sia un conservatore cavernicolo lo sappiamo già, nessun problema.
Ma qui si parla del direttore di un giornale (che per forza di cose avrà dei lettori) che inneggia alla guerra santa.
E questi lettori, reagiscono a questa spinta verso una crociata così

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Vuol dire che ci sono delle persone che la pensano come Ferrara.
Quindi io voglio andare controcorrente e dire che sono d’accordo con lui.

Che si faccia questa guerra di religione.
Che cominci questa crociata.
Che si scontrino finalmente fedeli dell’Islam e fedeli del Cristianesimo.

Ma se questo succederà, voglio vedere in prima linea Ferrara con un elmetto in testa, la baionetta in mano e la tuta mimetica almeno di due taglie più stretta perché la sofferenza avvicina a Cristo.
E le truppe che guiderà dovranno essere formate dai suoi lettori, da quelli che commentano in questo modo 

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Cos’altro potete fare? Andate a terrorizzarli voi i terroristi.
Perché quelli dell’Isis saranno barbari, sanguinari ed assassini, ma hanno i coglioni di morire ed ammazzare per quello che credono. Non che sia una cosa lodevole.
Che Ferrara e i suoi discepoli si facciano carico di quello che dicono e infliggano loro la violenza ai terroristi, noi staremo qui a fare editoriali e ad indignarci su La7 dalla nostra scrivania.

In molti hanno detto che con le parole di Ferrara sembra di essere tornati al Medioevo.
Ma io credo che per noi tornare al Medioevo sarebbe un passo in avanti.

Almeno lì, quelli come Ferrara avevano un cappello coi sonagli in testa e ballavano per divertire i bambini.
Qui sono leader di opinione.

Opinione per la quale non si prendono rischi, ma solo elogi.

Quindi avanti Giuliano, mettiti gli scarponi, imbraccia un fucile e fammi una faccia da guerra.
È arrivato il momento di uccidere e morire per il tuo Dio.

Che se ci pensi, è la stessa cosa che fanno quelli dell’Isis.

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6 Risposte to “L’unica risposta”

  1. Io ce l’ho con la maggior parte delle religioni non per gli stessi motivi tuoi, ma principalmente perché c’è un sacco di gente che proprio per causa loro e dello schifoso esempio che hanno dato non riesce più nemmeno a credere in un creatore e, se ci crede, lo odia. Mettiti nei panni di un eventuale creatore. Ti girerebbero le scatole di essere fintamente rappresentato da sti imbecilli? A me girerebbero… Per il resto, porca miseria, sarebbe da pubblicare questo tuo commento alla notizia di Ferrara. Perché non lo cancelli da qui e non lo invii come lettera aperta al Foglio?

  2. Concordo e ammiro ogni singolo carattere scritto in questo post.
    Ah ovviamente se dovessi, su questi presupposti, fondarne una religione ti seguirei. Ed eliminerei pure (fisicamente) tutti gli infedeli che non credono nel nostro Leader spirituale e temporale Dan.
    Shit just got serious.

  3. Non so se sia più sconcertante il fatto che sia concesso a quel coglione di esprimere le sue idee o che abbia gente che lo stimi.

    • Penso che sia più sconcertante la prima.
      Che ci sia gente che lo stimi lo posso anche capire, il ritardo mentale esiste da secoli.
      Purtroppo quella bizzarra invenzione che è la democrazia ha permesso l’autocertificazione dell’idiozia.
      E un ritardato con un megafono è molto più fastidioso di uno che sta in isolamento.

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