L’amore ai tempi della guerra

pgm34

 

29 Settembre 1917, Valsugana, Trentino, Italia

 

Cara Livia,

Amore mio, mi manchi tanto.
Sono al fronte soltanto da 3 giorni, ma non riesco a smettere di pensare a te. Qui è tutto molto tranquillo per adesso, ci siamo sistemati, passiamo le giornate e le nottate a guardare l’orizzonte in attesa del nemico che non arriva mai.
È un po’ come un campeggio ma con la costante paura di morire.
Quindi è proprio uguale ad un campeggio.
Tu come stai? Ti manco quanto tu manchi a me? Se sì, vuol dire che ti manco tantissimo.
Spero di leggere presto una tua risposta.

Tuo,
Sergio

 

3 Ottobre 1917

 

Cara Livia,

Luce dei miei occhi.
Scusa se ti scrivo senza aspettare la tua risposta, ma non riesco a fare a meno di pensare a te. Qui le cose sono diventate un po’ più tese, qualche austro-ungarico si è fatto vedere per provare a spararci, ma noi siamo rimasti in trincea e non c’è successo niente.
Non ti preoccupare sto bene.
I miei commilitoni mi prendono un po’ in giro quando la sera mi vedono parlare con la tua foto. Ma non ci posso fare niente, sei venuta così bene. I tuoi capelli rossi, i tuoi occhi azzurri (o almeno così mi sembra di ricordare, la foto è in bianco e nero) e le tue labbra carnose non fanno che farmi venire ancora più voglia di tornare a casa.
Da te.

Sempre tuo,
Sergio

 

8 Ottobre 1917

 

Cara Livia,

Le tue risposte continuano a non arrivarmi. Ti scrivo perché immagino la tua frustrazione per il fatto che i postini non mi consegnino le tue lettere. Ma cosa ci vuoi fare, è tempo di guerra.
Oggi abbiamo fronteggiato il nostro primo assedio.
L’esercito austriaco ha cominciato un’offensiva molto massiccia. Noi ci siamo difesi bene, ma è stato terribile. La guerra è davvero orribile come dicono: ho visto miei compagni ferirsi, morire e non lavarsi le mani dopo aver pisciato.
Mi manchi tanto amore mio.
E l’unica cosa che la mattina mi dà la forza di alzarmi è la speranza di trovare una tua lettera in cui mi ricordi che mi ami da morire

Irriducibilmente tuo,
Sergio

 

11 Ottobre 1917

 

Cara Livia,
Stamattina ho simpaticamente ripreso il postino. Ma com’è possibile che consegni le lettere a tutti i miei commilitoni e a me no? Roba da matti…
Oggi è stata una giornata tranquilla, non abbiamo subito attacchi ma c’è stata una piccola epidemia di colera. Nulla di grave, i morti sono stati già bruciati tutti.
Piuttosto mi sta cominciando a dare fastidio che molti dei miei compagni continuino a ridacchiare quando vedono la tua foto. Ma la realtà è che sono gelosi.
Gelosi di me, di te e di quel focoso minuto e 12 secondi in cui abbiamo fatto l’amore, contando i preliminari ed il tempo che c’ho messo per svestirmi visto che avevo la salopette.
Scusa se sono stato un po’ sfacciato in questa lettera, ma il solo pensiero del prodotto liquido del mio amore per te che si coagulava attorno al tuo ombelico mi ha eccitato come un bue muschiato delle campagne friulane.

Barzottamente tuo,
Sergio

 

14 Ottobre 1917

 

Cara Livia,
Oggi è morto il mio compagno più caro, Tommaso. Colpito dritto nell’occhio destro da un infame proiettile austro-ungarico.
Sono dilaniato dal dolore, amplificato dal fatto che non mi sia ancora pervenuta nessuna delle tue lettere di risposta. Capisco di assillarti, mi dispiace.
A proposito, mentre straziato dal lutto abbracciavo il corpo ancora caldo del valoroso Tommaso, ho visto che dal suo taschino è caduta una foto della sua donna. E, in verità ti dico, ti somiglia tantissimo.
Ironico vero? Io e lui avevamo egual gusto in fatto di donne, sembra quasi un’altra tua foto. È come se qualcuno avesse prese la mia foto e l’avesse replicata.
Non sarebbe incredibile se esistesse un qualche macchinario in grado di far ciò?
Ho deciso. Quando tornerò da te, proverò a costruire un simile marchingegno. Lo chiamerò “Macchina copiatrice di foto”.
Scommetto che ci frutterà tantissime ricchezze e che io e te potremo vivere insieme da gran signori come ci meritiamo, per poterci godere il nostro amore.
Ammetto che mi dispiace per Tommaso, perché è morto prima di scoprire cosa voglia dire stare per sempre con una donna che ama solo te.

Luttuosamente tuo,
Sergio

 

17 Ottobre 1917

 

Cara Livia…
Ho passato le ultime 4 ore a sparare addosso all’esercito avversario. E per tutto il tempo non ho fatto che pensare a te, al tuo corpo, a quanto mi manca sfiorarti.
Tanto che ormai quando vedo una divisa militare austro-ungarica, le mutande mi pulsano come un cuore appena estratto dalla vittima di un sacrificio azteco.
Oggi però ti devo parlare di una cosa, perché in un rapporto d’amore la sincerità è tutto.
Mentre raccoglievamo i cadaveri dei soldati nemici, nelle tasche di molti di essi mi è capitato di trovare una foto di una ragazza che ti somiglia molto.
Ora, una volta può essere una coincidenza.
Ma siccome ne ho trovate 37 credo che il mio sospetto sia più che fondato, quindi te lo domando schiettamente: hai parlato a qualcuno della mia idea della “Macchina copiatrice di foto”? Te lo chiedo perché sul retro avevano tutte la dedica “Tua, Livia”.
So che hai molti amici stranieri, compreso il mio sotto-tenente, quello che vive in Germania. Non ricordo neanche il suo nome.
Non vorrei che con lui ti sia scappato qualche dettaglio della mia idea.
Ti prego di stare più attenta la prossima volta, visto che questi sono i dettagli che ci potrebbero garantire una vita insieme. Una vita d’amore.

Incrollabilmente tuo,
Sergio

 

19 Ottobre 1917

 

Che cazzo Livia,

Sono ormai 20 giorni che non ho tue notizie, è possibile che io non ti interessi già più?
Ricordi che mi dicevi che ti facevo star bene e ti facevo tanto ridere, specialmente quando mi spogliavo? Dov’è finito tutto quell’affetto nei miei confronti? Non può di certo esser scivolato via coi tuoi copiosi getti di umori vaginali. Ricordo che quando ci vedevamo mi bastava stringerti la mano per costringerti a cambiare la tua biancheria.
Comunque qui (se ti interessa, eh?) siamo al quarto giorno di assedio. Ci hanno tagliato le forniture di cibo e l’acqua arriva ormai con il contagocce.
Siamo stremati e solo quando chiudo gli occhi e intravedo quei dolci lineamenti trovo la forza di non poggiare la mia Beretta M17 sulla mia tempia e fare fuoco.
Poco prima di scriverti questa lettera ho provato ad abbandonarmi ad una nostalgica sega pensando a te, ma sono talmente disidratato che dal mio italico augello non è uscito altro che una fitta e bianca coltre di fumo, simile a quella che annuncia l’elezione di un nuovo pontefice.

Onanisticamente tuo,
Sergio

 

22 Ottobre, 1917

 

Brutta mignotta,
volevo dire “Livia”.

Oggi ho parlato col mio sotto-tenente, quello che vive in Germania. (Cosa che già dovrebbe qualificarlo). Non ricordo ancora come si chiama, quello con la faccia da coniglio.
Lui era uno di quelli che ridacchiava di più mentre declamavo le tue (innumerevoli) qualità.
Ebbene ho scoperto che tu gli hai mandato un gran numero di lettere a mia insaputa.
Passi il non avermi risposto, forse vuoi tener ben vivo il ricordo che hai di me, ma perché scrivere a lui e non a me? E non pensare che io mi faccia abbindolare dalle tue dolci parole, magari provando ad accampare la scusa che quelle lettere fossero dei falsi.
Ho riconosciuto sul papiro la tua firma, l’impronta della tua bocca lasciata col rossetto in alto a destra e quella delle grandi labbra lasciata in basso a sinistra.
Cosa ha lui che io non ho? È per il suo fascino da bello e dannato? È perché è più vecchio di me? È perché è un eroinomane? Posso diventare tutte queste cose!!!
Ti prego amore mio, non mi abbandonare così.
Domani, io e le truppe ci sposteremo per una battaglia che il Generale Cadorna ha definito di vitale importanza.
Sono sicuro che alla fine trionferemo, esattamente come trionferà il nostro amore.
Nel caso tu volessi rispondere, saremo a Caporetto.

Adultericamente tuo,
Sergio

Annunci

2 Risposte to “L’amore ai tempi della guerra”

  1. Certo che di ingenui è pieno il mondo, sono profondamente deluso da Livia e da come abbia inviato una foto a tutti quegli sconosciuti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: