Sympathy For The Devil – 23 – La Lussuriosa

Sympathy For The Devil

(Continua da qui)

Mi avvicino all’archivio sbuffando fumo dalle narici.

Dopo il mio cazziatone, chiunque mi passi accanto neanche mi guarda: tiene stretto i documenti al petto e si allontana il più velocemente possibile, ben conscio che se solo li fissassi per più di tre secondi potrei fargli esplodere il cranio.

Entro e comincio rabbiosamente a rovistare fra i file, senza neanche salutare Cleopatra che si sta limando le unghie seduta sopra la sua scrivania.

Appena mi vede, goffo e confuso dato che in mezzo a quei documenti non ci capisco un cazzo, si ferma e mi guarda con un sorrisetto ironico.

«Che c’è, Cleo?» dico io senza tirar fuori la testa dal cassettone dello schedario.

«Niente…» mi risponde con tono sarcastico, tornando subito a limarsi le unghie.

«Non oggi, per favore. Ho le palle girate…»

«Lo so Signore, ho sentito il suo splendido discorso. L’abbiamo sentito tutti.»

Cleopatra si soffia sulle punte delle dita e agitando la lima, quasi come fosse una direttrice d’orchestra, mi indica.

«Li ha davvero chiamati “Topi di fogna”? Ha deciso di darsi alla pirateria, Signore?»

Non raccolgo la provocazione, mentre leggo alcuni dei profili mi limito a dirle «Ti ho detto “Non oggi”.»

«Sì, Signore, la vedo piuttosto nervoso.»

Finita la frase si spinge giù dalla scrivania, poggiando i palmi sul bordo.

«Lo sa cosa le ci vorrebbe?»

Io non rispondo.

«Le ci vorrebbe una scopata.»

Sbuffo e abbasso le cartelline.
Mi giro verso di lei e la guardo con lo sguardo scocciato.

«Ancora con ‘sta storia?»

Lei subito alza le mani.

«Ok, ok, lo dicevo solo per il suo bene. Ma in fondo in fondo lei sa che ho ragione. Ci pensi almeno su…»

Cleopatra mi sorride maliziosamente, mi dà le spalle e si avvia verso la caffettiera ancheggiando.
Per qualche secondo la guardo come un serpente guarda i conigli.

Ah, Cleopatra…ci prova spesso.
Subdolamente, ma lo fa.

Fra noi è successo un paio di volte. La prima fu qualche migliaio di anni fa.

Modestamente sono stato io a farle scoprire il sesso.
Avevo intuito che avesse del grande potenziale, anche per diventare l’emblema stesso della lussuria.

E quale spinta migliore poteva ricevere di una scopata col Diavolo?
Non per vantarmi…così nel 52 a.c. mi finsi un giovane ma benestante mercante fenicio e andai in Egitto per incontrarla.

Ammetto che mi ci volle molto più tempo di quanto pensassi.

Lei aveva appena diciassette anni ma era già molto intelligente e sicura di sé, tanto che la mia sembrò più una conquista che una tentazione.

Non esagera chi la definisce la donna più bella di tutti i tempi, sono sempre stato un galantuomo quindi non scenderò nei dettagli ma vi basti sapere che il suo culo era così sodo che quando lo schiaffeggiai fece un suono simile a quello di un diapason.

Alla fine dell’amplesso lei era completamente fuori di sé.

Ho già detto che non mi piace vantarmi, lo dico per dovere di cronaca.
Ma cos’altro vi aspettate da Satana a letto?

Ovviamente sono qualcosa di ultraterreno. La cosa strana fu che io ero sconvolto quasi quanto lei. Difatti, finito il lavoro, corsi dalla Barba e lo abbracciai per ringraziarlo di aver creato una donna del genere.

Lui rimase un po’ sorpreso, prima di tutto perché non eravamo ancora così amici e poi perché non mi ero rimesso le mutande.

La seconda volta che successe fu poco meno di un secolo fa.
Io ero ancora un po’ depresso per la fine della Prima Guerra Mondiale e lei provò a consolarmi.

Da cosa nasce cosa e finimmo orizzontali. Devo dire che esagerammo un po’.

D’altronde lei era ormai diventata la direttrice del cerchio dei lussuriosi, quindi aveva decisamente aumentato le sue “capacità” se così vogliamo chiamarle.

Per farla breve, il nostro rapporto fu così violento da provocare il terremoto di Gansu in Cina del 1920.
Più di 200.000 morti.

Mi beccai una strigliata epocale da Dio e decidemmo che non sarebbe più successo. Non escludo nulla, sia chiaro.
In fondo sono Lucifero, fare incazzare la Barba mi piace e non poco.

Il mio flusso di coscienza viene interrotto da una cartellina che entra nel mio campo visivo, che si era fissato sul pavimento ripensando al sesso con Cleopatra.

Era proprio lei a porgermi la cartella, ridacchiando. Riguardava un’anima che finirà nel cerchio dei lussuriosi.

«Credo che questo profilo potrebbe piacerle» mi dice.

Io prendo la cartella e la guardo allontanarsi per prendere un altro caffè.

Prima o poi ci ricasco.
E stavolta facciamo mezzo milione di morti.

(Continua qui)

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