Sympathy For The Devil – 24 – La Lussuriosa

Sympathy For The Devil

 

(Continua da qui)

No.
Non lo so il perché.

In molti me lo hanno chiesto ma proprio non capisco il motivo per cui Dio abbia deciso di punire chi scopa.

Eppure la prima cosa che disse di fare agli uomini è stata “Moltiplicatevi”.
Ho provato spesso a chiedergli spiegazioni ma ogni volta che tocco l’argomento Lui fa l’offeso e non vuole parlarne.

Credo c’entri ancora la storia del divorzio e dei suoi problemi a letto…probabilmente ha passato una fase del tipo “Se non lo fa l’Onnipotente, non vedo perché lo debbano fare gli umani”.

In questo la Barba è stata molto più crudele di me: vietarvi di scopare dopo avervi dato un cazzo ed un clitoride.
Poi dite che quello cattivo sono io.

Anche perché rispetto a tutti gli altri peccati che punisco negli altri cerchi, la lussuria è l’unico che riguarda solo il piacere.
Non parlatemi dei golosi per favore, la gola è l’eccesso di piacere provocato dal cibo, ragionando così andrebbero punite le malattie veneree.

Comunque la Barba mi ha fatto decisamente un favore.
Ora, quando non so come fregargli un’anima, mi basta farla scopare.

E se classificare il sesso come peccato è come provocare una crepa in una diga, punire anche gli onanisti è come lanciarci contro un transatlantico.
Ormai c’è gente che si masturba ancora prima di essere battezzata.

Ma lì è merito del clero.

Lussuriosa

Stavolta devo cercare una ragazza, il profilo mi parla di una certa Eva che vive a Barcellona, in Spagna.

Nella sezione trasporti lavorano tutti con lo sguardo basso visto il mio cazziatone di poco fa.
Io gli passo la cartella e loro sono celerissimi nel darmi le coordinate esatte.

Decido di presentarmi con le sembianze di un ragazzo di venticinque anni, bruno e alto circa un metro e ottanta.

Se si parla di una ragazza che finirà nel girone dei lussuriosi, è meglio mantenere un profilo più neutro possibile, non vorrei che fosse una con dei pregiudizi verso qualche categoria di persone.

Appaio in una strada poco frequentata.La serata è bellissima, sono quasi le 19 e non c’è neanche una nuvola in cielo.

La Spagna è un paese che dovrei frequentare più spesso, mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, sin dai tempi dell’inquisizione.

Le indicazioni dei miei dipendenti mi indirizzano verso un sexy shop che si chiama “Snow Dreams” e che si trova proprio nel centro della città.

Entro ed il posto è quasi deserto.
Ci trovo solo una coppia che si tiene per mano girando i corridoi e la commessa che si appoggia ad un tavolo coi gomiti e legge una rivista, senza neanche degnarmi di uno sguardo.

Da sola, di fronte ad una scansia, vedo una ragazza intenta a guardare gli articoli nello scaffale più alto.

Non arriverà al metro e sessanta, ha dei cortissimi capelli neri con un curioso ricciolo a decorarle la fronte, che non fa altro che urlare “Sappiate che ho frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia”.

I suoi occhiali, che hanno la montatura nera ma sono senza lenti, le incorniciano gli occhi azzurri, le sue labbra sono carnose e letteralmente pitturate di rosso ed il suo è corpo abbastanza esile, tanto da farmi pensare che sia un articolo in vendita.

Ha una camicia azzurra col colletto chiuso fino all’ultimo bottone, una giacca di jeans e dei pantaloni neri e magnificamente riempiti da un culo che sembra disegnato da uno di quegli illustratori che si trovano su devianART

Mi avvicino verso di lei con le mani dietro la schiena e noto che guarda un gigantesco dildo nero e rosso che sulla scatola ha la scritta “Per il tuo piacere, creato dal Diavolo in persona”, incuriosita come una sommelier davanti ad un Cabernet-Sauvignon.

Mi intenerisco davanti al suo spingersi in alto con le punte dei piedi per vedere meglio quello che in fondo è solo un gigantesco cazzo artificiale e quindi, da buon galantuomo, glielo prendo dallo scaffale e glielo porgo.

«Grazie» mi fa lei sorridendo e prendendo in mano quella scatola che quasi le eclissa la faccia.

«Figurati, mi sembravi un po’ in difficoltà.»

«Già» dice con un sorriso che avrebbe sverniciato un blindato.

«Vieni spesso qui?» chiedo in uno spaventoso impulso di banalità.

«Sì. Diciamo ogni tanto…»

Lei mi ringrazia e si avvia verso la cassa.

«Comunque io non c’entro niente, eh?»

«Scusa?» mi chiede girandosi.

Io sghignazzo.

«Dicevo: io non c’entro niente con quel coso. Non è vero quello che c’è scritto sulla scatola.»

Una delle sua sopracciglia clamorosamente ben curate si alza dubbiosa e Eva sorride quasi per farmi contento, senza aver capito.

«Intendo la frase “Creato dal Diavolo in persona”…non è vera. Io non ho mai messo mani su quell’affare.»

Lei è ancora più confusa, ma annuisce e fa per girarsi.

«Sei Eva, giusto?»

Subito si ferma.

«Ci conosciamo?»

«Diciamo che io conosco te.»

«Ah» si fa subito seria «Ho capito. Ciao e grazie per l’aiuto.»

Mentre mi dà le spalle noto che perfino il suo perfetto culo è imbronciato, quindi la fermo.

«Hai capito male, fidati.»

«Senti ma chi sei? Che vuoi da me? Devo chiamare la commessa?»

«No, no, tranquilla. Sono il Diavolo.»

«Hai davvero detto la frase “Tranquilla, sono il Diavolo”?»

«Sì, in effetti non era molto rassicurante. Ma è la verità, sono il Diavolo.»

Lei lascia penzolare le braccia tenendo ancora in mano la confezione del dildo gigante e mi guarda quasi compatendomi.

«Sai, io ricevo almeno 400 approcci all’anno, ma nessuno era mai stato così creativo. Complimenti per l’inventiva.»

«Heh…mi spiace deluderti, ma sono davvero il Diavolo…»

«Eh, magari.»

«Magari?»

«Sì» ridacchia «Mi piacerebbe incontrare il Diavolo, davvero. Ottima mossa.» mi dice puntandomi contro l’indice e facendo pendere la sua testa da un lato.

«Cosa posso fare per provartelo?»

«Ah non lo so, sei tu “Il Diavolo”» mi dice ironicamente, facendo il segno delle virgolette con le mani dopo essersi messa la scatola fra le ginocchia «Poi credo che il Diavolo si sarebbe presentato con un po’ più di stile, magari dicendo “Per favore, permettetemi di presentarmi. Sono un uomo facoltoso e di buon gusto”.»

«Non sai quanti problemi mi ha creato questa frase…»

«Beh, allora dimostramelo, avanti.»

Eva si appoggia con una spalla alla scansia e mi guarda ridendo, aspettandosi forse qualche trucco di magia da spacciare per poteri oscuri.

Io inspiro profondamente e mi limito a fare un passo verso di lei schioccando le dita.

Di colpo, non ci troviamo più nel sexy shop “Snow Dreams” ma veniamo catapultati nel cerchio dei lussuriosi.

Attorno a noi ci sono solo fiamme alte più di tre metri , montagne brulle e rosse come il sangue ed una schiera di demoni che seviziano i peccatori.

Dietro di me, Eva nota la tempesta infernale che travolge le anime dei dannati dei quali si sentono i lamenti, strazianti ma indecifrabili, consapevoli che la loro dannazione durerà per tutta l’eternità.

Il rumore è assordante, il caldo è insopportabile, la visione è spaventosa.

Un secondo dopo, tocco la punta del naso della ragazza con l’indice e ci ritroviamo nel silenzio del corridoio del sexy shop, con in sottofondo una musichetta simile a quelle che si sentono nei film porno.

Eva mi guarda stupita, con una goccia di sudore che le inumidisce la fronte.

«Ti è bastato?» le chiedo.

Lei chiude finalmente la bocca, deglutisce e mi guarda.
Inaspettatamente, si mette di nuovo a sorridere.

Si gira verso lo scaffale e si sforza di ripoggiare la scatola del dildo sulla scansia più in alto.
Poi mi guarda e si soffia via il ciuffo da davanti agli occhi.

«Ti va di salire da me?»

(Continua qui)

 

—————

 

(Scritto con EroticArtDrops)

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4 Risposte to “Sympathy For The Devil – 24 – La Lussuriosa”

  1. Il segno delle virgolette la declassa. Io col cavolo che l’avrei fatta salire in casa. Eh, oh, Diavolo, capitasse a me <3

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