La peperonata della creatività

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La creatività.
È quella cosa che distingue gli umani dagli animali e dai fratelli Vanzina.

La capacità di creare dal nulla, assemblare elementi diversi fino a formare qualcosa che prima non esisteva è peculiarità dell’Homo sapiens sapiens.
Questo accade sin dalla notte dei tempi, con le incisioni sulle pareti delle grotte, passando per i geroglifici, la pittura, la scultura, la musica, il teatro, il cinema e i vestiti Desigual.

A prescindere dalla qualità della creazione, nell’ultimo decennio pare che la creatività si sia dimostrata una risorsa finibile, come il petrolio e il parcheggio a Trastevere.

Sempre più facile è, infatti, vedere utilizzate delle scorciatoie o mezzi alternativi per sfuggire alla condanna del pensiero creativo. Per produrre materiale nuovo non ci si inerpica più per il tortuoso percorso della creazione, ma si prova a vivere di rendita.

L’esempio più lampante dell’ultimo periodo sono i cosiddetti reboot, la peperonata della creatività.

Per reboot si intende la riscrittura parziale degli elementi narrativi in un’opera di fantasia, con la rottura della continuità e della timeline del materiale originale.
Questo espediente viene usato da decenni, per dare nuovo slancio e vitalità ad alcune opere di fantasia, come Godzilla, Dracula, King Kong e il PCI.

Da qualche anno però i reboot sono sempre più frequenti, non c’è più voglia di creare storie nuove, si vogliono sempre e solo sfruttare le vecchie.

 

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Perché il reboot è come il pranzo di Santo Stefano fatto con gli avanzi di Natale.
Prendi ciò che rimane di qualcosa che ti è piaciuto, provi ad aggiungerci qualcosa e scaldi il tutto perché non hai voglia di cucinare niente di nuovo.
Alla fine ne esce qualcosa senza sapore, che non ha più nulla delle cose buone dell’originale e che ti fa venir voglia di alzarti prima della fine per via della cacarella.

E questo succede in molte maniere diverse: con i film, nessuno ha voglia di creare storie nuove, ma si provano a modificare quelle già esistenti. Nei prossimi anni sono già stati programmati i reboot di Jumanji, dei Power Ranger e de Il Libro della Giungla, gli unici pensieri felici della mia infanzia ancora non distrutti dalla verità, come la non esistenza di Babbo Natale o quella dell’andropausa.

Questo viene fatto anche per le serie tv, visto che a breve usciranno quelle basate sui film L’Esorcista, Rush Hour e persino Arma Letale.
Oramai non c’è più nessuna spinta a creare, a mettere in scena qualcosa di nuovo.

Una menzione a parte va fatta per i franchise dei film derivanti dai fumetti: la narrazione di diverse origin-story per lo stesso personaggio è una pratica molto usata nell’ambito fumettistico, quindi non c’è da stupirsi se questo viene riproposto anche in campo cinematografico, magari per rendere la storia più adatta al periodo storico.
Nel prossimo reboot su Spiderman infatti, si scoprirà che il ragno radioattivo che morde Peter Parker è crudista.

In ogni caso queste rielaborazioni cinematografiche non sono solo mosse dalla pigrizia, ma anche dal solito, inarrestabile desiderio di fare soldi.
Difatti sono un modo sporco e disonesto per toccare corde dell’inconscio degli spettatori che hanno amato certe storie e sentono il richiamo irrefrenabile di vedere qualsiasi cosa possa essere anche minimamente legata ad esse.

Anche se da un po’, la corda pare essersi spezzata.

Il caso più clamoroso è di quest’anno: per luglio 2016 è stata programmata l’uscita del reboot del film Ghostbusters (che spero abbiate visto, altrimenti congratulazioni per avere una merda di cavallo al posto dell’anima).

Il reboot è andato in una direzione particolare, per la quale è stato previsto un cast dei protagonisti tutto al femminile. Casting che, personalmente, vedo con scelte molto simili a quello fatto per il film originale.

 

Una stella affermatasi nel Saturday Night Live
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Kristen Wiig  Bill Murray

Un attrice/attore comico e caratterista che viene sempre dal SNL.
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Kate McKinnon – Dan Aykroyd

Un attrice/attore che ha spesso lavorato come autore e che sta avendo successo in età avanzata.
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Melissa McCarthy – Harold Ramis

Un personaggio negro che nessuno ricorderà mai.
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Leslie Jones – Ernie Hudson

Cazzate femministe o anti-femministe a parte, il film è stato colpito da un’ondata di odio senza precedenti.
Il trailer di lancio del film è diventato il trailer con il maggior numero di dislike della storia di YouTube.

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Ad oggi, i pollici in basso sono 882.736.
Ma il numero è in costante aumento.

Cattura

Perché lo fanno allora?
Perché sanno che gli spettatori sono bambini.
A volte bambini alti, ma sempre bambini.

Bambini che magari capiscono che c’è sotto una fregatura.
Ma che quando vedono nello show di Jimmy Kimmel, i cast dell’originale e del reboot, ballare sulla colonna sonora di Ghostbuster suonata dal vivo da Ray Parker Jr. , non possono fare a meno di sorridere.

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È Bill Murray.
È sempre merito di Bill Murray.

Quindi continueranno a mungere soldi da noi bambini alti, finché ne abbiamo, come si spreme un tubetto di dentifricio ormai vuoto o il cazzo del tuo fidanzato se hai sete.

Lo faranno coi reboot oppure con dei sequel di merda fatti molti anni dopo il primo episodio, come hanno già fatto con me con Zoolander II.

Se i reboot sono il pranzo di Santo Stefano, i sequel sono come una scopata con la tua ex: in un periodo di carestia, i bei ricordi possono farla sembrare una buona idea. Ma una volta iniziato ti senti poco a tuo agio, capisci di aver idealizzato il passato e soprattutto ti rendi conto che il cast originale è MOLTO invecchiato.

Perciò, la creatività si è forse estinta?
Non esistono più opere nuove e creative?

Non è così.
Negli ultimi tempi ho trovato molte cose nuove e originali che mi hanno lasciato a bocca aperta.

Film (The Lobster), serie tv (Horace & Pete di Louis C.K.), cartoni animati (Over The Garden Wall), stand-up comedy (Make Happy di Bo Burnham), persino musical (Hamilton).

Opere originali.
Innovative.
Creative.
Bellissime.
Geniali.

Capaci di rapirti, affascinarti.
E per chi ha ancora una minima speranza di vivere di creatività, di spaventarti.
Di mostrarti come esista un livello di genialità a cui è difficile aspirare.
E che magari ti scoraggiano, facendoti capire che tu a quel livello non potrai neanche avvicinarti.

Mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse è meglio che si continuino a fare reboot.

dan

 

 

Uff, meno male.

 

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