Archivio per Stronzate

Clochard Media Manager

Posted in Peyotes with tags , , on 6 febbraio 2017 by Mean Cactus

 

cattura

Qualche giorno fa sono andato ad un colloquio di lavoro, perché scrivere su un blog è bellissimo ma se all’amministratore di condominio continuo a dare un biglietto con scritto sopra “Scrivere su un blog è bellissimo” invece che l’assegno mensile, rischio di trovarmi nel letto una testa di Cavallo.
Cavallo è l’inquilino dell’interno 12.

Il colloquio era in un’agenzia immobiliare e pensavo davvero fosse andato bene, ma dopo una ventina di minuti mi hanno detto che potevano offrirmi una posizione non retribuita.
C’ho pensato un po’ e poi ho rifiutato perché se volevo una posizione non retribuita, mi mettevo a pecora.

Tornando a casa ho visto Sergio, un barbone che chiede sempre l’elemosina nella mia zona, sta sempre lì, lo conoscono tutti.

Sarà stata la delusione per il colloquio, ma ammetto che sono rimasto un po’ turbato da quell’immagine.
Sergio stava lì, col suo cartello con scritto “Sono un italiano in difficoltà, aiutatemi”.
Mi sono fermato a guardarlo e a pensare.

Ma ti pare questo il modo di chiedere l’elemosina?
Ma è ovvio che se lo fai così non ti dà niente nessuno.

Molti barboni, senza offesa, ma proprio non la sanno chiedere l’elemosina, non si impegnano, stanno fermi lì e aspettano.
Ma non l’hanno fatto, che ne so, un corso di formazione? Un master? Uno stage?

Così mi è venuta un’idea: visto che questi poveri disgraziati non sono chiaramente capaci di mendicare come dei professionisti,  il mio lavoro potrebbe essere quello di insegnare ai barboni a presentarsi bene e a chiedere l’elemosina come si deve, una specie di clochard media manager.

Perché alla fine cos’è l’elemosina? È marketing.
E secondo voi i barboni hanno una laurea in marketing?
No, ce l’hanno in Scienze della Comunicazione.

Quindi ho pensato a un paio di accorgimenti che potrebbero aiutare queste persone finalmente ad attirare i passanti, non soltanto dandosi fuoco ai peli delle orecchie.

Primo: la presentazione.
Basta vestirsi con i giacconi trovati nella spazzatura, quei cappelli enormi di lana, i calzini con cui si potrebbero scartavetrare delle navi militari. Nessuno darebbe mai niente a qualcuno vestito così.
La prima cosa da fare è usare i soldi che si hanno per prendersi un bel vestito. Lo so che il cliente potrebbe subito rispondermi “Ma come, se sono raffreddato mi soffio il naso con la barba e vado a spendere quei pochi spiccioli che mi danno in un negozio di vestiti?”

Non ho detto questo.
Sarebbe assurdo.
I pochi spiccioli che ti danno li spendi per una vanga.
Poi vai nel cimitero più vicino e inizi a scavare.

È come essere in un negozio di Armani.
Avete mai visto qualcuno che si è fatto seppellire coi pantaloni della tuta in acrilico e la felpona Benetton?
Ok

Poi, il cartello.

Smettiamola con cose tipo “Ho fame” o “Aiutatemi”.
Ormai quello dei senzatetto è un mercato competitivo, quindi dovete apparire come un investimento sicuro.
Quindi scrivete roba come “L’elemosina la spendo solo in sigarette elettroniche” o “Quello al prossimo incrocio ha il colesterolo alto”, oppure “Una volta mi hanno ripreso mentre mi pisciavo addosso in metropolitana e il video ha fatto 344,000 visualizzazioni su YouTube”.

E in ultimo, l’idea veramente rivoluzionaria: il porta a porta.

Sicuramente ci sarà qualche purista che si chiederà che barbone è uno che va a chiedere l’elemosina porta a porta.
Ma quello che non capite è che la figura del senzatetto si è evoluta,è come quella del centravanti nel calcio.
Ormai non c’è più quello statico che sta fermo e aspetta, ora è molto più mobile. Quindi va attuata una politica più aggressiva, si citofona alle persone e gli si chiede qualche spicciolo. Al massimo vi scambiano per il mio amministratore di condominio.

Ovviamente, per usufruire del mio servizio bisogna essere dei senzatetto seri.
Astenersi artisti di strada, musicisti, giocolieri o quei pezzi di merda che si coprono con una maschera e una coperta dorata e fanno finta di essere statue standosene seduti e facendo “Ok” con la mano.
Non devi saper fare un cazzo, specialmente chiedere l’elemosina.

C’ho messo circa 5 giorni per mettere a punto questo piano. Così, appena finito sono corso all’incrocio per andare a proporre a Sergio di diventare il mio primo cliente e cambiare finalmente la sua vita.

Ma non l’ho trovato.
Ho chiesto a qualche passante ma nessuno ne sapeva niente.

Poi il proprietario del bar lì davanti me lo ha detto
Sergio non c’è più perché ha trovato un lavoro.

Fa l’agente immobiliare.

S.A.S.O.

Posted in Peyotes with tags , , on 18 novembre 2016 by Mean Cactus

knoxposter

*Sala stampa gremita.
I giornalisti parlottano fra di loro e danno istruzioni ai cameraman.
Entra un uomo ben vestito, con la barba curata e una valigetta.
Il brusio si spegne.
L’uomo posa la valigetta e ne tira fuori un foglio che poggia sul banchetto di legno.
Dà due colpetti sul microfono.*

“Buonasera a tutti.
Come saprete, il mio nome è Riccardo De Sisti e sono qui in veste di Vice Presidente del S.A.S.O., il Sindacato Assassini Seriali e Occasionali.
Oggi ho indetto questa conferenza stampa per manifestare una sensazione di profonda delusione e indignazione verso il clima pesantissimo che si è creato negli ultimi tempi attorno ai nostri iscritti e che non ce la sentiamo più di trascurare.”

*Batte i bordi dei fogli sul banchetto per sistemarli*

“In questo paese è in atto un vero e proprio processo di de-mo-niz-za-zio-ne nei confronti gli assassini e questo non è francamente più accettabile.
Veniamo continuamente criticati, insultati, persino trattati come dei criminali.
Prima di tutto i mass-media.”

*Indicando i giornalisti*

“Che oramai ci descrivono come cittadini di Serie B: nei telegiornali le notizie degli omicidi vengono sempre trattate con tono dimesso, non c’è mai, chessò, una musica allegra in sottofondo, degli effetti sonori buffi o magari un’intervista doppia fra l’assassino e un parente della vittima. Nei film, nelle fiction, nelle serie tv, tranne rarissime eccezioni, l’assassino è sempre un cattivo.

*Cambia foglio*

“In secondo luogo, lo Stato
Cosa fa lo Stato cosa fa per difenderci?
Ve lo dico io cosa fa: niente, anzi ci discrimina. I cittadini accusati di omicidio vengono mandati in galera o peggio, da Barbara D’Urso.
Con tutti i problemi che ci sono in questo periodo, col livello di disoccupazione giovanile al 15%, non hanno di meglio a cui pensare che arrestare noi, quando lì fuori è pieno di delinquenti, ladri, truffatori e cassieri che quando devi pagare 14,99 euro non ti danno il centesimo di resto. Ed è da gente così disonesta che ci dobbiamo sentir fare la morale quando in fondo, un paio di omicidi non hanno mai ucciso nessuno.
E ci tirano in causa anche quando non c’entriamo niente, per screditarci. Basta pensare a quando c’è un dibattito sull’aborto,c’è chi è pro e chi è contro, ma chi è contro dice sempre che chi abortisce è un assassina.
Cosa cazzo c’entriamo noi?
Perché accomunarci a chi è favorevole all’aborto?
E se chi è a favore dell’aborto è un assassino, chi fa sesso con una donna incinta è un pedofilo?”

*Gira ancora foglio*

“In ultimo, ci siete voi.”

*Indicando la parte del pubblico dove non siedono i giornalisti*

“I membri della società.
Noi siamo stanchi di sentirci bistrattati dalla nostra classe dirigente e dai mezzi di comunicazione, ma il vero problema siete voi.
I cittadini, che ci evitano, ci bistrattano e hanno nei nostri confronti dei pregiudizi insopportabili in quella che in teoria dovrebbe essere una democrazia. Basta che uno di noi cammini nel vostro stesso marciapiede e siete subito pronti a pensare che vi voglia uccidere, e questo è pregiudizio.
Magari vuole solo stuprarvi.
Poi però quando qualcuno vi sta antipatico gli dite di «Andare a morire ammazzato».”

*Battendo l’indice sul banchetto*

“Aaahhhh, ORA vi serviamo, quando qualcuno vi sta sulle palle volete il nostro aiuto.
Questa è ipocrisia allo stato puro. In tutto ciò, quando uno di noi vuole rilassarsi e magari guardarsi una partita di calcio, quando c’è un brutto fallo sente frasi del tipo «Questo è un intervento da serial killer»e gli viene il nervoso.”

*Sbuffa scuotendo la testa*

“E poi basta con questi termini “Serial Killer”, siamo italiani, chiamateci “assassini”. Smettiamola con questa esterofilia, è vergognoso come ci sia poco rispetto per la manodopera in questo paese. È colpa di cose come queste che alcuni assassini sono costretti ad emigrare e andare a rifarsi una vita all’estero. Come Cesare Battisti.”

*Ripone i fogli*

“In ogni caso grazie per essere venuti stasera, quella di oggi era una conferenza che ritenevamo doverosa.
Ci tengo inoltre a scusarmi per l’assenza del Presidente del Sindacato, ma circa…”

*guarda l’orologio*

“…4 ore fa gli ho sparato e quindi non è potuto essere qui. Non vorrei portare sfiga ma, c’è aria di promozione.
Grazie e arrivederci.”

*Se ne va, mentre i giornalisti provano a fargli altre domande*

L’unica risposta

Posted in Peyotes with tags , , , on 5 settembre 2014 by Mean Cactus

Catturaf

“So di dire qualcosa di sconcertante”

Quando in un editoriale leggi questa frase, sei sicuro che stai per leggere qualcosa che ti lascerà di stucco.
Quando in un editoriale di Giuliano Ferrara leggi questa frase, sei sicuro che stai per leggere una stronzata.

Questa volta ci siamo messi ad inneggiare alla guerra di religione.

Premetto una cosa: a me le religioni fanno schifo tutte, anche quelle pacifiste, anche quelle che non hanno mai fatto male a nessuno, anche quelle che per molti hanno rappresentato un’implicita condanna a morte.

Ognuna di esse è ugualmente colpevole di aver bloccato per millenni lo sviluppo intellettuale dell’uomo e sono fortemente convinto che saremmo da un paio di secoli in giro per lo spazio ad accoppiarci con venusiane con 3 paia di tette ciasciuna se non fosse per lo spreco di energie e creatività che c’è stato nei confronti delle religioni.
Sia per crearle sia per seguirle.

Il massacro che stanno portando avanti quelli dell’Isis non è il primo e non sarà l’ultimo in nome di esseri mitologici che ci si è inventati perché non ci si sapeva spiegare cosa fosse un tuono.

Che piaccia o meno è accaduto per l’Islam, è accaduto per il Cristianesimo e spero che prima o poi accada per l’ebraismo, così si smetterà con tutto questo cazzo di vittimismo. Se la comunità ebraica vuole combattere la discriminazione e l’antisemitismo, trovasse qualcuno da sterminare e vedrà che di certo non verranno più visti come inferiori.
Ma sto divagando.

Giuliano Ferrara intitola il suo editoriale “Con l’Islam è guerra di religione”.
Che non vuol dire un cazzo, se ci pensate.

Ogni guerra è una guerra di religione, solo che una volta è per Dio, una volta è per il petrolio, una volta è per un tema morale.
Sono tutte religioni, solo che a differenza di quelle vere, girano meno soldi.

Ferrara si mette a paragonare il “suo” Dio con quello degli altri.

«Il nostro Dio è incarnato, crocifisso, umile e grande[…]; ci si oppone un Dio che è profezia, è mistica, è politica, è scisma […], un Dio che nessuno di loro abbandona, non i cosiddetti moderati, non i sauditi wahabiti, non gli sciiti, non i sunniti califfali, non i “laici” e i Fratelli (si ammazzano per decidere come ammazzarci, al massimo).»

Tralasciando l’altissimo livello di tolleranza che trasuda da queste parole, non vedo alcuna differenza fra il “suo” Dio e quello descritto come il “loro”.
Anzi, quello di Ferrara ha molto più caratteri di politica, misticità e cieca adesione dell’altro.

Lui ne è l’esempio principale.
Ma il trionfo delle scoregge dialettiche arriva nelle ultime righe.

«So di dire qualcosa di sconcertante, ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore»

Ora, per quanto l’idea che dei fanatici si incontrino in un punto per ammazzarsi a vicenda mi ecciti (proprio sessualmente) e mi possa sembrare un ottimo esempio di darwinismo, credo che la situazione stia cominciando a sfuggirci di mano

Che Ferrara sia un conservatore cavernicolo lo sappiamo già, nessun problema.
Ma qui si parla del direttore di un giornale (che per forza di cose avrà dei lettori) che inneggia alla guerra santa.
E questi lettori, reagiscono a questa spinta verso una crociata così

Cattura2

Vuol dire che ci sono delle persone che la pensano come Ferrara.
Quindi io voglio andare controcorrente e dire che sono d’accordo con lui.

Che si faccia questa guerra di religione.
Che cominci questa crociata.
Che si scontrino finalmente fedeli dell’Islam e fedeli del Cristianesimo.

Ma se questo succederà, voglio vedere in prima linea Ferrara con un elmetto in testa, la baionetta in mano e la tuta mimetica almeno di due taglie più stretta perché la sofferenza avvicina a Cristo.
E le truppe che guiderà dovranno essere formate dai suoi lettori, da quelli che commentano in questo modo 

Cattura3

Cos’altro potete fare? Andate a terrorizzarli voi i terroristi.
Perché quelli dell’Isis saranno barbari, sanguinari ed assassini, ma hanno i coglioni di morire ed ammazzare per quello che credono. Non che sia una cosa lodevole.
Che Ferrara e i suoi discepoli si facciano carico di quello che dicono e infliggano loro la violenza ai terroristi, noi staremo qui a fare editoriali e ad indignarci su La7 dalla nostra scrivania.

In molti hanno detto che con le parole di Ferrara sembra di essere tornati al Medioevo.
Ma io credo che per noi tornare al Medioevo sarebbe un passo in avanti.

Almeno lì, quelli come Ferrara avevano un cappello coi sonagli in testa e ballavano per divertire i bambini.
Qui sono leader di opinione.

Opinione per la quale non si prendono rischi, ma solo elogi.

Quindi avanti Giuliano, mettiti gli scarponi, imbraccia un fucile e fammi una faccia da guerra.
È arrivato il momento di uccidere e morire per il tuo Dio.

Che se ci pensi, è la stessa cosa che fanno quelli dell’Isis.