Blas For Me

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(L’immagine viene da “Here’s my ‘life of christ’ in 10 gifs ” di Scorpion Dagger, ringrazio Lidia per la segnalazione)

Gerusalemme, 33 d.c.

Siamo al ristorante “Il Crocifritto”, nei sobborghi della città. Al centro del locale è situato il tavolo più grande, prenotato per cena per 13 persone, a nome “Di Nazareth, Gesù”.

Gesù arriva alle 21:10, accompagnato dai suoi 12 amiconi, i cosiddetti “apostoli”. L’allegra brigata prende posto alla tavolata e richiede i menù. Purtroppo si rendono conto di aver lasciato sul pavimento una traccia di viscidume proveniente da fuori, soprattutto per colpa di Bartolomeo e delle sue Asics, molto, molto sudice. Per questo Filippo fu costretto a chiamare delle gentil donzelle per pulire i piedi a tutti i presenti, zoppi compresi. Dopo questo imbarazzante segmento, gli apostoli cominciavano già a sfregarsi le mani pregustando un ottimo pasto offerto da Gesù che, finalmente,  non fosse a base di pane e pesce.

Purtroppo per loro il menù non fu molto più vario del solito, essendo formato solo da pane, vino rosso ed il solito, fetentissimo pesce. L’unico che gradì tale disposizione del cibo fu Giovanni, sia per l’essere un assiduo bevitore, ben oltre il limite dell’alcolismo, sia perché era l’unico a non avere il colesterolo alto.

Così la cena incominciò, si portò avanti fra le barzellette sconce di Bartolomeo, più volte ripreso dal padrone del locale, e gare di rutti dominate invero da un Pietro in stato di grazia.

Dopo una mezz’ora, Gesù, imbestialito dagli scherzosi calcetti ricevuti sotto il tavolo da parte di Giacomo e un po’ inorridito dal piedino fattogli da Tommaso, decise di far sedere tutti gli invitati da un lato della tavola, in modo poter anche vedere meglio il maxischermo che trasmetteva la partita di coppa.

Ad un certo punto, Gesù prese il pane, lo spezzò e disse ai suoi discepoli: “Prendete, questo è il mio corpo”.
Pur non essendo nuovo a sparate del genere, la sua frase lasciò i 12 al tavolo con lui vagamente basiti, fatto sta che nessuno toccò più lo sfilatino.

Immediatamente dopo, Cristo ordinò una brocca di vino rosso.

chiese Andrea;

-“Chiudi quella cazzo di bocca”– gli intimò Pietro- “sta parlando il maestro”

-“Grazie Pietro, me ne ricorderò” disse Gesù,

 che poi proseguì: “ Bevete questo vino, questo è il mio  sangue”.

-“Ennesima boiata”, pensarono gli apostoli, con l’eccezione di Andrea che tremò al pensiero di sapere cosa fosse, allora, quel vino bianco più che tiepido, che stava bevendo di nascosto.

A metà pasto, però, il messia decise di voler stupire tutti: si alzò in piedi e disse: “In verità vi dico, uno di voi mi tradirà”.

Dopo un breve ed imbarazzante silenzio, tutti sospettarono di Matteo, solito mangiare come uno struzzo per poi non pagare.

Ma, mentre i restanti dieci apostoli gli dedicavano un cazziatone Biblico, in silenzio, seduto in un lato del tavolo, con i carboni bagnati, con la coda di paglia, con la coscienza sporca e con qualsiasi metafora che potesse rappresentare il suo senso di colpa, stava tale Iscariota Giuda.

A toglierlo dall’imbarazzo, fu una telefonata, che proprio in quel momento gli diede una scusa per alzarsi.

-“Chi è, il tuo ragazzo?” disse una voce indistinta dalla tavola.

-“Vaffanculo Pietro, lo so che sei tu.” Rispose piccato Giuda, che uscendo dal locale rispose.

Dall’altro lato della cornetta c’era Ponzio Pilato, prefetto della Giudea, conosciuto poche settimane prima all’ippodromo.

-“Pronto, Ponzio?”

-“Ehi Giuda, disturbo? Come procede ‘quella cosa ’ ? ”;

“Guarda Ponzio”- replicò Giuda, con tono di voce titubante-” non sono più così convinto…alla fine è un bravo ragazzo…sarà anche il re dei  Giudei e tutte quella roba la…ma sta offrendo la cena…tu non mi hai mai offerto nessuna cazzo di  cena.”

-“Oh senti Giuda, non cominciare a fare il guastafeste, li vuoi questi maledetti 30 denari o no?”

-“Sai che poi ho controllato, con i prezzi di oggi non ci faccio mica tanto con 30 denari. Lo sai che c’è la crisi…”

-“Ma smettila, non ti fare influenzare dai Telegiornali, io con 30 denari ci vado avanti due mesi. Vabbè che io risparmio sull’acqua, perché non mi lavo mai le mani, ma quello è un altro conto…”

“Ma almeno aspetta fino a domani. Ha promesso che domani sera, ci porterà da Burger King e poi….”

-“No! Ho detto che questa sarebbe stata “L’Ultima Cena”, e così sarà.”

-“E va bene”- disse Giuda, per poi rientrare, non prima di aver inviato per messaggio il numero del suo conto corrente.

Giuda si risedette a tavola, ma non mangiò più nulla, tormentato dal rimorso e dal tremendo peso sul suo stomaco. Cominciò a pensare. Guardando quella marmaglia di mascalzoni scofanarsi, di pane e pesce, guardando come il maestro non faceva altro che guardarli e sorridere. Non giudicava, non puniva, non criticava. Lasciava tutti quegli 11 buzzurri essere quello che erano. Esortandoli semplicemente a non peccare.

Giuda si convinse allora che non poteva fare quello che stava per fare. Non poteva passare alla storia come il traditore per antonomasia. Non poteva fare questo a lui, al maestro.
Al bene.

Allora, prima di alzarsi ed uscire, per chiamare Ponzio Pilato, e rinunciare ai suoi soldi, pur di mantenere la propria virtù, gli venne naturale girarsi e sorridere verso Gesù.

Il messia allora ricambiò il sorriso e gli chiese:

-“Giuda, non hai mangiato nulla. Ti va una fetta di torta?”

Fu un errore.
Giuda era diabetico.

L’affronto fece perdere ogni buona intenzione a Giuda che mandò un messaggio a Ponzio con le coordinate per catturare Gesù. Ponzio rispose in maniera fredda.

-“Stiamo arrivando, Giuda.
P.S.: Certo che hai proprio un nome da femmina, LMAO.”

I sacerdoti arrivarono al giardino del Getsemani, portando da Ponzio Pilato Gesù, che chiese il patteggiamento allargato.

Il resto è storia. Una storia nota a tutti. Purtroppo anche a Mel Gibson.

Questo era un pezzo che ho scritto qualche anno fa, andato perduto. Ci tenevo a riproporvelo visto il gioioso tema natalizio.
Non siate troppo severi ero ancora piccolo ed ingenuo.

Il blog si prende una pausa di un mesetto almeno per le feste, ci si rilegge nell’anno nuovo.

Dan

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8 Risposte to “Blas For Me”

  1. dai che eri già maturo ;) buone vacanze *

  2. Molto figo. Anche il pezzo.

  3. Se uno è bravo, l’età non conta; e tu lo sei chiaramente.

  4. Ottima esegesi. Sì, molto verosimile che sia andata proprio così.

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